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Il Borghese

La pesca miracolosa

La pesca a strascico, a Milano, va a gonfie vele. E i vigili pescatori ogni sera estraggono dalle loro reti telematiche (ma in tutto simili a quelle vere, e poi vedremo perché) centinaia di automobilisti-pesci che hanno abboccato all’amo del parcheggio in doppia fila, o della sosta sulle strisce pedonali. Torino, che non vuol essere da meno rispetto alla più tecnologica Madonnina, è corsa ad istruire i suoi pescatori e, da martedì, il mare di Torino sarà solcato da pescecani (pardon pescherecci) a caccia dei soliti tonni che se ne infischiano di codici e norme del galateo a quattro ruote. Detto tra noi l’esordio dei vigili pescatori è stato un po’ travagliato: le loro reti telematiche, di fatto un visore che riconosce al volo la targa della vettura da multare e in contemporanea emette la sanzione, avevano molte difficoltà a distinguere i buoni dai cattivi e la telecamera faceva vere e proprie stragi di innocenti. Al grido di “n’do cojo cojo” a fine serata la memoria del computer era piena zeppa di targhe e di contravvenzione. Eh no, così non va, si è affrettato a dire il nocchiero della pesca, bisogna affinare gli strumenti, dosare gli ami, chiudere le maglie dello strascico. Insomma smettere di pescare con le bombe a mano. Mobilitato un esercito di tecnici, via via i pescatori hanno cominciato a selezionare le prede. E qui, come per incanto, il sistema ha mostrato il meglio di sé: oltre agli automobilisti con il vizietto di lasciare l’auto un po’ dove capita (contano anche i passi carrai, le fermate degli autobus, gli spazi destinati ai disabili…) la macchinetta infernale ha cominciato a riconoscere anche le targhe dei ganasciati. Ossia di quei cittadini che hanno conti in sospeso con l’erario e si ritrovano l’auto con il fermo amministrativo. Vi immaginate la gioia? Nel segno di paghi 1 e compri 2, i vigili pescatori hanno visto in un attimo raddoppiare le proprie potenzialità. Nel primo giorno di prove generali oltre 2mila e cinquecento vetture sono state controllate e filmate. Pesca miracolosa per le casse sempre più vuote del Comune e una vera calamità per chi si ritrova invischiato nel mare procelloso della città. Basta un esempio per capire la portata dell’operazione: un solo automobilista-evasore ha reso in un colpo 300mila euro di potenziali tributi mai versati. Come si traduca poi la pesca della targa con il reale recupero del credito non è dato di sapere ma quantomeno il Comune ha acquisito una vettura in più da mettere all’asta così come accade per qualunque ganasciato che in due settimane non riesce a regolare i propri conti con l’erario. Un salto di qualità addirittura rispetto ai milanesi che dell’avanguardia tecnologica hanno fatto un fiore all’occhiello. I ghisa si limitano a beccare i furbetti, i civich applicano il paga 1 e prendi 2, come farebbe qualunque massaia accorta, e fanno strage. Del resto, quando su un Comune grava un debito da 5 miliardi di euro, tutto fa brodo.

 

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