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Brescia, bimba di 3 anni muore annegata. Quarta piccola vittima in quattro giorni

Quattro giovani vite spezzate in 4 giorni. Gli ultimi giorni di estate nel bresciano saranno ricordati soprattutto per la morte di 4 bambini, 3 annegati, uno soffocato da un mucchio di mais. L’ultima vittima è una bimba indiana di 3 anni, annegata in un laghetto lunedì pomeriggio ad Adro. La prima disgrazia è accaduta venerdì scorso a Marone, comune della riviera bresciana del lago d’Iseo. Le vittime sono una bambina di 8 anni e il fratellino di 6, nati nel bresciano da genitori del Burkina Faso. Zenabo e il piccolo Abdoul stavano passeggiando nei pressi del porto con un’amichetta di 12 anni. Il bambino si è avvicinato alla discesa che viene utilizzata per calare in acqua le imbarcazioni. Le alghe viscide l’hanno tradito ed è finito in acqua, ad una profondità di 4 metri. Stesso destino per la sorellina che ha cercato d’aiutarlo a risalire. Mentre Zenabo è stata riportata a riva da una turista tedesca che ha anche cercato di rianimarla, Abdoul, il cui corpo è finito a una profondità di 4 metri, ha dovuto attendere l’intervento di un pensionato del luogo che, dopo aver sentito le grida d’aiuto si è tuffato e l’ha ripescato. Nei minuti successivi i sanitari del 118 sono riusciti a far ripartire la circolazione cardiaca. Ma tutto è stato inutile. Il più piccolo dei due è morto venerdì sera, la bambina circa quattro ore più tardi. Nel tardo pomeriggio di ieri, la seconda tragedia: a Ghedi, Matteo stava giocando nell’essiccatoio, utilizzando un mucchio di grano come scivolo. È stato travolto e soffocato dal mais. Il corpo è stato scoperto dai genitori preoccupati perchè non lo vedevano rincasare per la cena. Oggi, la morte della bambina indiana che avrebbe compiuto 4 anni tra pochi giorni. Secondo una prima ricostruzione, la piccola Arci stava giocando con il cane vicino a un laghetto, nei pressi del maneggio di cui i genitori sono i custodi. Per cinque minuti è sparita alla vista della madre. Quando la bambina è stata ritrovata era esanime nell’acqua. I sanitari non hanno potuto fare nulla per salvarla.

 

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