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Sakineh, parla il figlio: “Se allentate la pressione mia madre sarà uccisa”

“Se voi allentate la pressione, mia madre sarà uccisa”. A parlare è Sajjad, figlio di Sakineh Mohammadi Ashtiani , la donna iraniana condannata alla lapidazione per adulterio e per l’omicidio del marito. In un’intervista al Corriere della Sera racconta le condizioni in cui vive la madre. La detenzione, secondo Sajjad, è durissima. “Subisce incessanti interrogatori da parte dei Servizi iraniani. Le chiedono, per esempio, come mai il suo ritratto è affisso dappertutto nel mondo e chi, secondo lei, ha lanciato questa mobilitazione internazionale”.La donna in prigione prende molti farmaci, soprattutto antidepressivi e si trova in un quartiere del penitenziario in cui sono detenute anche tutte le altre donne della città di Tabriz, in piccole celle con 15-20 persone. “E’ possibile – prosegue Sajjad – che dopo la sua apparizione alla televisione l’abbiano messa in una cella individuale”. Sulla confessione alla tv, il figlio sottolinea che è arrivata dopo che la donna è stata torturata.”Le autorità avevano bisogno di queste confessioni – dice – per poter riaprire il caso dell’omicidio di mio padre”. Omicidio di cui Sajjad non ritiene responsabile la madre. E lo stesso dossier risulta perduto. Inoltre, l’avvocato di Sakineh, Houtan Kian ha subito il furto, per due volte, di alcune copie del rapporto. “Potrebbe trattarsi di un piano della Repubblica islamica – aggiunge Sajjad – per modificare il dossier e aggiungervi elementi a carico che giustifichino l’esecuzione”. Il figlio di Sakineh suggerisce, infine, di rivolgersi al Brasile e alla Turchia, che hanno “legami privilegiati” con la Repubblica islamica per proseguire con la pressione sul caso della madre.

 

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