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Il Borghese

Ma c’è il vaccino contro i vaccini?

Vi ricordate il vaccino contro l’influenza A? Lo scorso anno, proprio di questi tempi, i giornali tenevano una grottesca contabilità quotidiana dei morti, paventando chissà quali sfracelli all’arrivo dell’inverno. E gli aeroporti mostravano, più per dovere di efficienza che per reale necessità, squadre di uomini celati in bianche armature pronti a bloccare i possibili monatti in arrivo dall’estero. Se non si paventava la fine del mondo, di certo non si distribuiva ottimismo sulla continuazione della razza umana. Poi, via via che la conta dei morti non arrivava alle vette previste, l’attenzione dei media è scemata (perché scrivere se non c’è notizia?) e l’influenza A, insieme a tutte le disgrazie cosmiche vaticinate dai maghidella medicina mondiale, è stata archiviata nel contenitore delle bufale cosmiche. Peccato che nel frattempo l’Europa in ansia, sotto le spinte delle industrie farmaceutiche, avessero fatto una gigantesca indigestione di vaccini tanto da saturare letteralmente ogni tipo di magazzino, sottoscala e cantina delle aziende sanitarie. Il resto lo conoscete bene anche se, sull’argomento, è caduto un silenzio di tomba, così come si conviene dopo una pessima figura, soprattutto a proposito dei quattrini (i nostri, come al solito) gettati nella spazzatura. Esattamente 184 milioni di euro spesi per acquistare la bellezza di 24 milioni di dosi, dalla multinazionale Novartis, buona parte dei quali si tentato – e non si sa con quale risultato – di rifilarle in saldo ad altri paesi, in attesa di conferire il resto delle scorte alle discariche. Bene, archiviata la bufala, ingoiato l’amaro calice dello spreco adesso sull’influenza si riversa un altro allarme: quello dei disturbi gravi, peggio gravissimi, degli effetti collaterali del vaccino. Non quello, già di per sé inutile della opulenza multinazionale, ma della vecchia, pestifera influenza stagionale la quale – va detto tanto per rovinarci la giornata – ogni anno fa qualche migliaio di vittime solo in Italia. A Torino, patria di Raffaele Guariniello, un magistrato che non lesina le inchieste, comprese quelle che altri archivierebbero d’istinto, sono saltati fuori due malcapitati che dopo essersi sottoposti alla punturina ne hanno subite di ogni, finendo entrambi sulla sedia a rotelle. A cascata, come era facile immaginare, da ogni parte d’Italia, sono arrivate segnalazioni di altri pazienti. La solita, tristissima, reazione a catena che se da un lato diventa parte integrante di un’inchiesta giudiziaria, dall’altro ci costringe a riflessioni dal sapore antico: perché gli interessati (sempre noi…) sono sempre gli ultimi a conoscere benefici e danni connessi? La risposta ufficiale la conosciamo già: eventuali controindicazioni sono diligentemente elencate nel “bugiardino” che accompagna – con scrittura minuta, tecnica e quasi illeggibile – ogni farmaco. Ma non ci basta affatto: visto che la prevenzione riguarda le cosiddette fasce deboli, anziani e bimbi in prima fila, vorremmo qualche rassicurazione in più, magari per scoprire che esiste il vaccino contro i vaccini pericolosi. Alla fantasia delle multinazionali, come insegna la storia, non c’è limite…beppe.fossati@cronacaqui.it

 

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