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Cronaca

Vandali e sporcizia: la terra di nessuno dei nostri cimiteri

Maniaci sessuali, profanatori di tombe, ladri e cultori del maligno. Se le lapidi del cimitero Parco e del Monumentale potessero parlare, probabilmente, racconterebbero molto di più di quanto non abbiano mai rivelato le telecamere di sicurezza. Furti, asportazione di fotografie, fiori e arredi tombali. A volte, semplice devastazione, in un degrado che regna ovunque incontrastato. In questa terra di nessuno si sfogano le più torbida fantasie, trovano spazio racconti di un’empietà che gela il sangue nelle vene. Attorno ai campi 37 e 47 del Parco, approfittando del riposo dal lavoro di giardinieri e manutentori, sembra di ascoltare leggende. Storie passate di bocca in bocca sempre più ricche di sordi di particolari e amenità quasi cinematografiche. «È capitato di pizzicare certa gente sul fatto, magari grazie alle telecamere o alle segnalazioni che abbiamo ricevuto da chi viene con più regolarità a far visita ai propri cari» rivela, non senza timore, il personale in pausa. «Provi a guardare tra le tombe, se mancano delle fotografie e quali mancano». Sono quelle di donne, per lo più.L’articolo di Enrico Romanetto su CronacaQui in edicola in Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta il 27 agosto 2010

 

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