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Torino, il maniaco del cimitero ruba le foto dei defunti: «Servono ai satanisti»

Paola M., classe 1893. Luigi C., del 1917. Pasquale T., nato nel 1943. E poi lei, Marina Gagliardi. Morta a 16 anni il 17 marzo del 1993. Storie diverse, accomunate dallo sfregio di vedersi privare la propria lapide della pietosa consolazione di una fotografia. Perché nel porticato A del campo 37 del cimitero Parco è in azione un maniaco. E di questo papà Elio e mamma Giuseppina ne sono assolutamente convinti. Una prima profanazione si era già consumata due anni fa. Qualcuno aveva asportato dalla lastra di marmo l’immagine di quella ragazzina bruna, strappata al fiore dei suoi anni da un incidente stradale. Tutto quello che restava ai coniugi Gagliardi e al fratello di Marina, Giuseppe, era la cornicetta di metallo dorato buttata in un angolo. Della foto nessuna traccia. Trafugata, rubata da chissà chi, senza una ragione apparente. Poi è stata la volta di un altro loculo, a pochi metri di distanza. Elio Gagliardi, ufficiale di fanteria in congedo, se la ricorda bene quella fotoceramica svanita nel nulla dalla sera alla mattina. Esattamente come ricorda quella di una ragazza poco più vecchia di Marina, anche lei morta troppo presto, anche lei tumulata nel campo 37, porticato A del cimitero Parco. Uno sfregio inaccettabile, almeno per queste mamme private pure della possibilità di piangere guardando i tratti delle proprie bambine, eternati nelle cornici incollate sulle lapidi.L’articolo completo di Paolo Varetto su CronacaQui in edicola in Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta il 26 agosto 2010

 

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