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Il Borghese

Se potessi avere mille euro al mese…

Se potessi avere mille euro al mese… Battista canticchia sottovoce mentre infila due grosse fette di pancetta in una pagnotta tagliata scientificamente a metà con un serramanico che porta orgogliosamente i suoi anni. Sulla panchina, accanto a lui, una bottiglia di vetro, datata pure lei, riempita a metà di vino rosso, e una mela. A far da tovaglia un foglio di giornale, piegato con cura. Battista è un signore alto, con folti capelli bianchi e la faccia bruciata dal sole. Ma, come avrete capito, non siamo sulla spianata di uno yacht club, bensì in uno spazio di verde strappato alla città accanto ad una macchia di alberi. E se non fossimo in pieno agosto, con il traffico ridotto a qualche auto che passa frettolosa, non si sentirebbero di certo gli uccellini mandare il loro richiamo dai rami più alti. «Se potessi avere mille euro al mese» insiste Battista mentre fa un cenno con la mano ad un altro signore avanti con gli anni che si fa quasi trascinare da un cagnolino bianco e arancio. E poi spiega: «se potessi avere mille euro al mese di pensione non me ne starei qui a mangiare pane e pancetta, a bere un vino che compro in cartoni e che verso nel vetro per fargli ritrovare un po’ di dignità e mi divorerei delle belle pesche mature , anzichè mele avvizzite come questa…». Preso a prestito il motivetto che Gilberto Mazzi cantava nel 1939, Battista si è trasformato in una sorta di pacifico contestatore del sistema pensionistico. E, carta alla mano, spiega a chi ha voglia di ascoltarlo, come si amministra la vita di ex decoratore artigiano, con 480 euro al mese. Ossia: 175 euro per l’affitto, una media di 25 euro per le bollette («solo luce, acqua e gas, il telefono l’ho eliminato dieci anni fa»), 30 euro accantonati con cura religiosa per i momenti difficili. Il che significa che con 250 euro, pari a 8,3 euro al giorno, Battista deve mangiare, acquistare qualche capo di abbigliamento necessario, riscaldarsi d’inverno e, magari, andare qualche volta dal barbiere. Di medicinali, sul foglietto dei conti, non c’è traccia e quando glielo si fa notare lui liquida l’argomento spiegando che «per quelli c’è la mutua». Documentatissimo sull’argomento Battista spiega che un pensionato su due vive come lui, magari con meno spirito, ma con gli stessi problemi. E che le donne, quando restano da sole, stanno anche peggio. Le statistiche dell’Istat gli danno ragione: il 45,9 per cento degli assegni pensionistici mensili non supera i 500 euro; il 26 per cento sono tra i 500 e i mille, il 13 per cento arrivano a 1.500 e il restante supera il tetto dei 2 mila. «Gente fortunata, quella, che naviga nell’oro – taglia corto Battista mentre raccoglie le briciole del panino con il palmo della mano – io mi accontenterei della metà. Ma lo sa quante cose si possono fare con mille euro al mese?» E giù a sciorinare i desideri impossibili che si accalcano nella sua mente: intanto una bicicletta, poi qualche viaggio in treno verso il mare e «magari persino una settimana in pensione, quando qui il freddo ti spacca le ossa». E poi un pastrano nuovo, le pesche d’estate, il panettone almeno due o tre volte d’inverno. Il vino buono, un pranzo all’osteria, un bel film… «Ah, se potessi avere mille euro al mese», riprende a canticchiare mentre ripone tutta la sua mercanzia nella borsa e si rassetta i pantaloni di velluto un po’ lisi. E continua a ripeterlo quel ritornello mentre si avvia lento ma diritto verso il viale, salutando tutti con garbati cenni del capo. Un rito, dicono quelli che lo conoscono bene, che si ripetete quasi ogni giorno. Quando c’è il sole.
beppe.fossati@cronacaqui.it

 

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