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Il Borghese

Viatico di Ferragosto

Sapete che, per certi versi, Ferragosto è una data spartiacque molto più che l’inizio dell’anno? Sarà perché rappresenta il culmine del periodo delle vacanze estive, oltrepassato il quale c’è già sapore di rientro, di autunno, di ripresa del consueto tran tran, soprattutto per coloro che in vacanza non ci sono ancora andati e, in una città semideserta, faticano a trovare il negozio aperto o che altro ancora. Per questo non dobbiamo stupirci se poi molti telefonano ai carabinieri per sapere dove fare la spesa, o come pagare le bollette, o anche solo per avere un po’ di compagnia.Ferragosto riassume in una sola parola la dinamica del desiderio di vacanza, di evasione degli italiani.Crisi o non crisi, autostrade intasate o meno, nonostante il maltempo incombente, in questa data le città si svuotano, come se si avvertisse la necessità di allontanarsi, di fuggire dalla quotidianità, di inseguire una sorta di catarsi di modo che l’indomani, quando l’estate e il periodo vacanziero iniziano la parabola discendente, si possa ricominciare con rinnovata energia.Ma è una data spartiacque anche perché dopo Ferragosto si comincia a guardare a settembre, improvvisamente più vicino, all’autunno che invariabilmente porta con sé la solita ridda di aumenti – i carburanti sono un discorso a parte, quelli schizzano le stelle in ogni stagione -, la solita incertezza sull’occupazione sulla ripresa che è sempre dietro l’angolo ma evidentemente gioca a nascondino con gli analisti finanziari ed economici, la politica riprende con le proprie manovre, casomai le polemiche estive non fossero bastate.Quindi, prepariamoci per tempo, anche questa volta. Magari gettando un occhio alla Relazione sulla situazione economica del Paese preparata dal ministero dell’Economia. Dalla quale si evince che l’anno scorso, nonostante gli italiani abbiano fatto del loro meglio per tirare la cinghia e ridurre le spese, il loro bilancio è stato comunque messo a dura prova dall’aumento delle tariffe: dall’acqua potabile (+5,9%) ai rifiuti (+4,5%). Più cari anche i biglietti dei treni e dei traghetti. Praticamente in controtendenza rispetto ai dati inflattivi: dal +7,3% dei traghetti al +4,6% dei biglietti dei treni, dal +5,6% dei servizi postali fino al +4,4% per i biglietti di ingresso ai musei. Un modo come un altro per dire «preparatevi, quello che troverete alla fine delle vacanze non sarà molto diverso da quello che pensate di esservi lasciati alle spalle».andrea.monticone@cronacaqui.it

 

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