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Il Borghese

Riscoprire l’altruismo

Dice l’economista francese Jacques Attali che questa crisi mondiale in cui ancora ci dibattiamo potrebbe produrre una società migliore. Una società che potrebbe riscoprire l’importanza dell’altruismo.In questo caso dobbiamo intenderci però sul termine stesso: non pensate ad altruismo nel senso di generosità o di solidarietà. L’economista pensa a una sorta di “altruismo interessato”, soprattutto per quanto concerne l’attenzione e l’accoglienza dei più svantaggiati e anche degli immigrati. Il senso della sua analisi è quello di una empatia, di una comprensione più ampia che possa portare ad assorbire il meglio di ciascuna cultura. Per esempio Attali è convinto che il futuro dell’Europa passi attraverso una forma di altruismo, visto come una condivisione della parte migliore di ciascun Paese. La Francia ha il miglior sistema sanitario d’Europa e forse anche del mondo? Questo modello deve essere esportato e fatto proprio dagli altri Paesi. Una Europa e una società che sappiano superare le divisioni e gli arrocchi su posizioni protezioniste o nazionaliste potrebbero guidare i nostri Paesi fuori dal disastro finanziario globale. Utopia? Al momento è difficile dirlo, ma è anche vero che, quando fu il primo presidente della Banca europea, Attali sperimentò soluzioni finanziarie slegate dal mero profitto “drogato” di altre istituzioni che poi, come abbiamo ben visto, sono state alla base del tracollo mondiale.Ma l’analisi più affascinante delle sue teorie riguarda i comportamenti delle persone: il fatto che dalla crisi, dalle situazioni di disagio possano emergere persone più forti, più preparate ad altre sfide. Temi di stringente attualità oggi, quando quasi nessuno può vantare la sicurezza di vivere la sua vita allo stesso modo anche domani. Prendiamo l’esempio dei volontari nelle mense per i poveri: chi oggi cerca di aiutare gli altri, domani potrebbe dover chiedere aiuto, perché la linea di demarcazione tra “normalità” e indigenza è sempre più sottile. E per questo colpisce, tra le varie storie che abbiamo raccolto davanti al Cottolengo di Torino, tra i disperati in fila per un pasto, quella di Mauro, un giovane sudamericano spesso costretto a ricorrere alla carità altrui, ma che per il suo futuro sogna un lavoro proprio nel campo dell’assistenza, come per ripagare questo debito contratto con la solidarietà di alcuni sconosciuti. Esempi di una società di là da venire? Una società più forte perché, si sa, ciò che non ti uccide ti rende più forte e ti aiuta a vivere.andrea.monticone@cronacaqui.it

 

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