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Cronaca

Aut-aut di Marchionne: «Serve un sì o un no per salvare Mirafiori»

«Fabbrica Italia è un progetto, non un accordo». La sua messa in atto, con un investi­mento di 20 miliardi di euro sul nostro paese e l’obiettivo di portare la produzione di auto da 650mila a 1,4 milioni di unità in cinque anni, dipende in buona misura dall’atteggiamento dei sindacati. «Si può dire sì o no». Questo ha detto in sostanza Sergio Marchionne ieri mattina in Regione a politici e organizza­zioni sindacali nel tavolo con­vocato dal Governo sul futuro di Mirafiori e di Fiat. Parole chiare e dirette, in cui l’ammi ­nistratore delegato del Lingot­to ha confermato la volontà di portare avanti il piano di apri­le, ponendo un ultimatum: o si discute secondo le condi­zioni dell’azienda, superando in qualche modo il vecchio modo di trattare del sindacato più intransigente o inevitabil­mente Fiat se ne andrà all’estero. «Se in Italia ­ha sottolineato – non è possibile contare sul fatto che chi si assume un impegno lo porta avanti fino in fondo, con coerenza e senso di responsabilità, dovremo andare altrove. Non ci sono alternative. Chi interpreta questa come una minaccia non ha la minima idea di cosa significhi competere sul mercato».L’articolo di Andrea Gatta e altri particolari su CronacaQui in edicola in Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta il 29 luglio 2010

 

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