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Torino, violentata in auto: “Mi sono svegliata e lui mi stava toccando”

«Mi sono svegliata e lui mi stava toccando. Non voglio neanche sapere cosa mi ha fatto prima, preferisco che nessuno me lo dica». La voce di Anna non trema quando racconta cosa le è successo. I grandi occhi marroni non si abbassano mai ma le unghie tormentate tradiscono tutto lo stress degli ultimi giorni. «Non ricordiamo nulla di cosa è successo da quando siamo salite nella sua auto, abbia­mo il sospetto che abbia messo qualcosa nelle birre che ci ha offerto». «Anche perché noi gliele passavamo e lui non beveva – ricorda la sua amica, Sara – appoggiava solo le labbra, dicendo che doveva guidare». La prima a risvegliarsi è stata Anna. «Avevo i pantaloni abbassati e la cinghia sfilata, lui mi stava toccando. Ho urlato, Sara era sul sedile anteriore ma non si svegliava. Allora l’ho tirata per i capelli e quando finalmente si è ripresa siamo scese di corsa dall’auto. Lui ha cominciato a insultarci, urlava: “Puttane, eravate sveglie, ci stavate”. Poi se n’è andato e abbiamo chiamato il 112, ma per capire dove eravamo abbiamo dovuto chiedere a un pas­sante. Quando sono arrivati i carabinieri si preoccupava solo della sua reputazione: “Guardate che figura mi fate fare con i vicini”». Una ricostruzione dei fatti contestata da B.N., ma comunque siano andate le cose una cosa è sicura: Anna e Sara sono state troppo imprudenti. «L’ab­biamo conosciuto poco prima delle 6 del mattino, quando eravamo già ubriache, lui ci ha detto che era senza mu­tande e ha leccato i piedi di Sara mentre lei ballava su un cubo. Però ci sembrava innocuo e così intorno alle 6.30 abbiamo accettato il suo passaggio. Ora ci sentiamo di dire che siamo state ingenue e di consigliare a tutte di non fare come noi. Non salite sulle auto degli sconosciuti e se andate in un locale sinceratevi di avere chi vi può riportare a casa». Ora Anna e Sara dovranno dimenticare la loro brutta av­ventura: «I nostri genitori non sanno nulla, non vogliamo dirglielo per non farli preoccupare – dice Anna – anche se Sara l’altra notte aveva degli incubi, continuava a sognare quell’uomo e avrebbe voluto andare a dormire con i suoi». «Ma non vogliamo dargliela vinta – conclude Sara – non dobbiamo essere noi a cambiare per lui. Ci siamo sempre fidati della gente e continueremo a farlo».[cla.ne.]

 

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