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Il Borghese

Misure alternative, ma efficaci

Sicuramente qualcuno di voi ha visto quel telefilm, incentrato sulle avventura di un gruppo di detective alle prese con crimini sessuali, che inizia con questo messaggio “Il sistema giudiziario americano considera i crimini sessuali particolarmente esecrabili”, con il tono solenne di una sentenza. Immagino che a molti sarà passata in mente l’idea, piacevole per di più, che questa considerazione sia scritta davvero a lettere di fuoco nel codice penale. E che starebbe bene pure nel nostro.Nella realtà in casa nostra diventa particolarmente complicato introdurre concetti di specifica gravità. La Corte Costituzionale ha difatti bocciato l’idea di equiparare gli stupri ai delitti di mafia e di disporre il carcere immediato per gli accusati di simili crimini. I giudici stabiliscono che non si può privare il magistrato della facoltà di disporre misure cautelari alternative alla detenzione. E se vediamo le cose in chiave garantista, non è un male assoluto: perché possiamo immaginare le conseguenze di accuse fasulle o errate interpretazioni, e al riguardo gli esempi in cronaca non mancano. Nulla, comunque, che non possa essere superato con indagini scrupolose. Se invece vediamo le cose da un altro punto di vista, ossia quello dell’efficacia delle norme, non possiamo non rimanere interdetti. Nel nostro codice penale è stato addirittura introdotto un reato specifico per casi di persecuzione che assommano violenze fisiche e morali, eppure abbiamo visto più volte come i responsabili siano ben lungi dall’essere messi in condizione di non nuocere ulteriormente. Pensate, per esempio, alla vicenda di quel folle che, nonostante le reiterate denunce, è stato in grado di uccidere due donne e sfuggire per ore alle forze dell’ordine.Certi crimini sono talmente odiosi che l’equiparazione ai delitti di mafia non sarebbe vista come una esagerazione. Il giudice ha comunque la facoltà di disporre misure alternative e questa facoltà non deve essere intaccata? Bene, allora intendiamoci sul significato e l’efficacia delle misure alternative. Tanto per intenderci: perché non viene incentivato, o disposto obbligatoriamente, l’uso del braccialetto elettronico costato peraltro parecchi milioni di euro – tutti soldi nostri per inciso – per poi ammuffire non solo metaforicamente negli scantinati del ministero? La Corte costituzionale e gli altri addetti ai lavori hanno una risposta anche a questo?andrea.monticone@cronacaqui.it

 

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