img_big
News

Terni, accoltella carabinieri ad un posto di blocco: militari sparano e lo uccidono

Sono ancora da chiarire le cause dell’improvvisa e violenta colluttazione scoppiata ieri pomeriggio a Terni tra un ternano e i due carabinieri che lo avevano fermato ad un posto di blocco. L’uomo ha accoltellato i militari in varie parti del corpo, loro hanno reagito prima con i manganelli e poi sparandogli, uccidendolo.L’episodio è avvenuto intorno alle 15 alla periferia nord-ovest della città, in strada Caproni, nei pressi del raccordo autostradale Terni-Orte: una zona in aperta campagna, con la strada che costeggia alcuni campi. Uno di essi veniva coltivato dalla persona rimasta uccisa.La vittima, Livio Tassini, 34 anni, era noto all’autorità giudiziaria. Celibe, viveva con la madre a Borgo Rivo. Stando a quanto appurato sinora dai carabinieri (che stanno indagando sul fatto coordinati dal pm di Terni Elisabetta Massini), quando i militari lo hanno fermato al posto di controllo, l’uomo stava guidando un motorino Califfone di sua proprietà, ma senza targa. Si è allontanato, i militari con la loro auto lo hanno inseguito, bloccandolo poco dopo. In una vicina baracca, delle persone stavano pranzando: avrebbero attirato la loro attenzione le urla dei militari e poi alcuni spari. Stanno raccontando in queste ore quanto visto e sentito nella sede del comando provinciale ternano dell’Arma.Al primo controllo del capopattuglia, Tassini avrebbe reagito con alcuni fendenti, e il militare sarebbe caduto in un vicino fosso, perdendo i sensi a causa delle coltellate ricevute: a quel punto – è la prima ricostruzione degli inquirenti – anche l’altro carabiniere sarebbe intervenuto, prima con il manganello in dotazione e poi, dopo essere stato raggiunto anch’egli da alcune coltellate, avrebbe esploso i tre colpi di pistola che hanno causato la morte dell’uomo. Entrambi i militari sono stati operati per alcune ore nell’ospedale di Terni, per ferite profonde da arma da taglio al torace, all’addome e a braccia e gambe.Non sarebbero in pericolo di vita. Il pm li potrebbe interrogare nelle prossime ore per ricostruire l’accaduto. Nell’ampia zona di campagna dove è avvenuto il fatto, gli inquirenti hanno trovato, in mezzo all’erba e alle sterpaglie, il coltello a serramanico lungo una quindicina di centimetri che sarebbe stato utilizzato da Tassini ed il bossolo di uno dei proiettili sparati.

 

Condividi sui social:

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp

Scopri inoltre...

Giubileo - Casa funeraria
Gruppo Gheron
Precedente
Successivo
Precedente
Successivo