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Cronaca

Fiat, arriva altra cassa: ferie “prolungate” per tutta Mirafiori

Tutti i lavoratori di Fiat Mirafiori costretti a ferie prolungate. La Fiom-Cgil, infatti, ha reso noto ieri l’annuncio di altre settimane di cassa integrazione per l’intero comparto Carrozzerie, che conta in tutto quasi 5.500 lavoratori. Il nuovo periodo di sospensione dall’attività lavorativa partirà al termine delle ferie, previste per le prime tre settimane di agosto. Dal 23 agosto al 5 settembre, e poi per altri 3 giorni a fine settembre, rimarranno a casa quindi 4.987 operai e 464 tra impiegati e quadri di Mirafiori. Dal 20 settembre al 3 ottobre rimarranno invece fermi i lavoratori occupati sulla linea della Multipla, dal 23 settembre al 3 ottobre quelli della Punto-Idea-Musa e dal 29 settembre al 3 ottobre i lavoratori della Mito.«La crisi e il venir meno degli incentivi per il 2010 – commenta Federico Bellono, segretario provinciale Fiom di Torino – hanno avuto un ruolo determinante nell’estensione della cassa integrazione oltre la seconda metà dell’anno. È chiaro che il mercato non stia andando bene, ma i costi della crisi non possono essere pagati solo dai lavoratori. Non basta annunciare utili e spin off serve un confronto urgente sulle prospettive della Fiat in Italia e di Torino in particolare».Per Bellone, l’incremento della cassa genererà un’ulteriore penalizzazione salariale, che va ad aggiungersi al premio di risultato di luglio non corrisposto dall’azienda. «La questione del premio, risolta da Fiat in modo inaccettabile – spiega il segretario – oltre ad aver fortemente segnato in negativo il rapporto tra Marchionne e i dipendenti, assume un rilievo ancora maggiore in quanto l’intensificarsi della cassa genererà un’ulteriore penalizzazione salariale per i lavoratori».Meno pessimista il segretario Uilm Piemonte, Maurizio Peverati, che afferma: «Ci auspichiamo un po’ di ripresa dopo settembre. L’annuncio – continua – dell’ulteriore cassa integrazione non ci sorprende, il mercato è in caduta». E, quanto al via ufficiale dello spin off annunciato ieri, osserva: «Si è realizzato – conclude – quanto annunciato nella riunione del 24 aprile. Forse lo spin off ci renderà più appetibili per nuove alleanze».Il segretario torinese della Fim, Claudio Chiarle, fa presente come ci sia qualche piccolo segnale positivo sull’export. «Si tratta tuttavia dell’effetto dell’euro debole – ha spiegato – da non confondere assolutamente con un segnale di ripresa».A chi imputa la crisi occupazionale al venir meno degli incentivi, il segretario Fim risponde: «Forse un’uscita graduale avrebbe evitato un brusco colpo, ma non dobbiamo pensare che la soluzione sia tutta in uno strumento che in fin dei conti tende a drogare il mercato».Mia Zalica

 

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