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Il Borghese

Il passato non insegna nulla

Nel corridoio dei passi perduti a Montecitorio in questi giorni c’è un venticello che ha il profumo acre dell’indulto. Un venticello estivo, quanto pestifero, che spira quando la temperatura nelle carceri (e per chissà quali coincidenze, nella politica) sale oltre i limiti accettabili. E i parlamentari riscoprono mali antichi, quanto trascurati, sullo stato delle nostre galere, sulla loro inadeguatezza, sul fatto che vi siano più ospiti che brande e via discorrendo. Il fatto poi che si moltiplichino le crisi depressive tra i detenuti e anche i suicidi, giustifica in qualche modo le fughe in avanti, comprese quelle di immaginare decreti e decretini svuota carcerisullo stile di quello concesso a suo tempo dal Guardasigilli Mastella. Così, nello sfregamento di lini e cotoni pregiati confezionati a doppio petto, i nostri rappresentanti mormorano di possibili soluzioni tampone, di sconti di pena, di arresti domiciliari. E tra loro c’è chi, come Gianfranco Fini, arriva a sponsorizzare in prima persona il progetto, immaginando un fine pena per i detenuti da scontare comodamente a casa propria. Quanto ci sia di politico in questa conversione del presidente della Camera, ormai lontano dal volere legge e ordine in ogni dove, è facile immaginarlo, a partire dall’ostruzionismo alla legge sulle intercettazioni per finire alle strizzatine d’occhio ai radicali in uscita dal centrosinistra. Quello che invece appare di difficile comprensione è il sostegno ad un’iniziativa che ha già provocato catastrofi ai tempi di Mastella e che oggi porterebbe a guai ancora maggiori. Basterebbe far di conto su chi potrebbe godere di questo saldo estivo di libertà, per immaginare una sorta di invasione delle nostre città da parte di spacciatori, scippatori, truffatori, pedofili e maniaci vari. Senza escludere rapinatori seriali e assassini. L’esperienza del passato dovrebbe insegnare che questa non è la strada da percorrere ma il brusio sale fino a diventare assordante, in quel corridoio dove, prima o poi, circolano tutti i problemi del nostro Paese. Eppure soluzioni ci sarebbero. A cominciare dai braccialetti elettronici (quelli del maxi spreco descritto ieri), o delle caserme che sono state abbandonate insieme all’obbligo della leva. Decine e decine di stabili in tutte le province italiane, che potrebbero essere utilizzati quasi in immediato, sempre che prima di metterli in servizio non si voglia creare anche la beauty farm e la sala giochi. Dimenticavo: lo Stato non dovrebbe neppure cacciare un soldo per l’affitto, le caserme sono cosa sua. Un pensierino a questa soluzione, magari non estiva ma duratura, i signori in doppiopetto potrebbero farcelo, senza regalarci l’ennesima invasione di criminali.beppe.fossati@cronacaqui.it

 

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