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Il Borghese

La strage in rosa

Dodici donne uccise in poco meno di tre mesi. Da Torino a Venezia, a Rivolta d’Adda, da Ceva a Pescara, a Bari. Una mattanza vera e propria, che attraversa l’Italia in lungo e largo e spinge a chiedersi: perché?Le statistiche delle forze dell’ordine, poi, rafforzano l’enormità di questo dato facendoci notare come, negli ultimi mesi, siano venuti meno gli omicidi tipici di una certa criminalità, lasciando molto più spazio, in cronaca ma anche nei verbali, nelle relazioni di servizio, ai delitti d’impeto, a quelli che prendono le mosse da un tarlo nella mente che diviene follia, dalla gelosia che si fa ossessione; quelli che nascono da una leggerezza, magari, di chi è chiamato a giudicare se un uomo, uno stalker, debba stare in galera o possa andarsene in giro tranquillamente, magari armato di pistola per uccidere due donne di cui era invaghito, in un assurdo e mortale giro d’Italia.Rimangono, comunque, al di là delle spiegazioni giuridiche, delle analisi mediche o sociologiche, le fredde cifre: decine, centinaia di donne vengono uccise o ferite in tutta Italia, violentate e terrorizzate, magari da un famigliare, dal compagno, da un innamorato respinto. Il terrore, sempre più sovente, si cela tra le mura domestiche, dietro un’apparente normalità che, al di là di essere rassicurante, assume in questi tempi contorni decisamente inquietanti. E non solo in Italia.Tutto ciò è difatti questione che coinvolge addirittura l’organizzazione mondiale della sanità: secondo un rapporto dell’Oms, la violenza contro le donne rappresenta la prima causa di morte per il sesso femminile fra i 25 e i 44 anni. E a leggere i dati Istat emerge che in Italia il 14,3% delle donne tra i 16 e i 70 anni ha subito violenza dal partner o dall’ex e che ogni anno vengono uccise mediamente 100 donne dal marito, dal fidanzato o da un ex. Una mattanza che non conosce confini geografici, culturali o sociali. E che quindi appare difficile contrastare, in qualche modo, se non addirittura prevenire.Da quando è stato introdotto nell’ordinamento penale il reato di stalking, le denunce sono in aumento: un segnale che sempre più donne scelgono di non subire passivamente, scelgono di credere in uno strumento di legge, scelgono di credere che possa aiutarle, dar loro giustizia. I fatti, purtroppo, hanno in alcune occasioni dimostrato che non sempre è così.andrea.monticone@cronacaqui.it

 

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