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Cronaca

Il giallo del cuoco morto in Olanda. Incidente o delitto?

«Avete ammazzato un angelo ma in quel Paese si fa finta di niente. Scippi e rapine sono all’ordine del giorno». Lo scrive Roberto Maselli su Facebook, un amico di Simone Recrosio, lo chef di Ronco Canavese morto mercoledì scorso a Neck, in Olanda. Una frase che suona come un atto di accusa. Specie dopo la ricostruzione della polizia locale: «Si è trattato di un inciden­te, il ragazzo italiano non sapeva nuotare, lo hanno confermato i genitori, ed è morto annega­to ». Una conclusione rapida delle indagini che con­traddice testimonianze dirette e anche quanto riferito domenica dagli stessi investigatori al padre della vittima: «Mi avevano detto – sono le parole di Almos Recrosio – che il corpo non era intatto». Già, perché nella giornata di ieri, dopo un primo esame sul cadavere (l’autopsia sarà effettuata oggi), il medico legale olandese aveva evidenziato sul corpo del giovane cuoco, «ferite da arma da taglio».L’articolo completo di Marco Bardesono su CronacaQui in edicola inPiemonte, Liguria e Valle d’Aosta il 13 luglio 2010

 

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