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La struttura è stata murata, ma è ancora possibile entrare in cortile

Dopo la devastazione i rifiuti. Degrado senza fine alle Poste

 Hanno murato tutti gli accessi, rendendo quasi inviolabili quei saloni che per anni hanno visto andare e venire numerosi clienti. Le vecchie Poste di via Monteverdi mostrano dalla strada un lato tetro e spettrale: i vetri e le finestre rotti, i locali abbandonati e un silenzio quasi surreale. Per impedire le razzie dei predoni del rame e della ghisa, e le incursioni dei vandali, gli uffici centrali hanno deciso di passare alle maniere forti, sigillando tutti gli stanzoni che negli ultimi anni avevano ricevuto visite sgradite e non previste.

Peccato che ancora oggi non sia così difficile continuare ad accedere al cortile principale dove i rifiuti vanno decisamente per la maggiore. Bagni sventrati, ascensori distrutti, pavimenti e controsoffitti ridotti ad uno scheletro sono stati cancellati con dei blocchi di cemento. Ma tutto intorno alla struttura è ancora possibile addentrarsi. Magari per chi è alla ricerca di un angolo dove dormire o per qualche ladruncolo speranzoso di poter portare ancora via un po’ di rame. Un tempo punto di riferimento per la Barriera e il Regio Parco oggi delle poste di via Monteverdi rimane solo un cumulo di macerie, ben collocate vicino alle piante che crescendo a dismisura si sono anche “mangiate” alcuni terreni. «Ma perché non abbattono quel palazzo?» si sfogano i residenti che da anni convivono con quel rudere maledetto.

Uno dei centri di recapito più grandi di Torino dove ogni giorno venivano smistati migliaia di pacchi e che una volta dismessi uffici e magazzini è diventato casa per ladri e disperati. Anche gli ultimi camion e furgoni con il marchio giallo delle Poste, avvistati nei mesi scorsi, sono spariti e ora quel che ne rimane è solo un’altra fetta di territorio abbandonata. «L’incendio di due mesi fa – conclude un residente -, è la prova che qualcuno continua ad entrare lì dentro».

 

 

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