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In trappola i tre malviventi responsabili dei due colpi

Bancaria e tabaccaio rapinati. Pedinati e aggrediti in strada

Osservavano i movimenti delle loro vittime per diversi giorni, poi colpivano. A Ciriè, come a Moncalieri, con l’obiettivo di rubare borse e borselli pieni di contanti, a costo anche di pestare la vittima di turno. Alla fine i carabinieri sono riusciti a bloccare i responsabili: si tratta di Domenico Geraci, 55 anni di Torino, Sergio Sbordone, 50 anni di Deruta, piccolo paese nel perugino e di Ernesto De Rosa. 42 anni di San Mauro. Geraci e Sbordone sono accusati di aver rapinato la direttrice dell’Unicredit di Ciriè, mentre sempre Sbordone, assieme a De Rosa, sarebbe autore della rapina messa a segno a Moncalieri il 10 aprile scorso, quando fu preso di mira un piccolo imprenditore 84enne impegnato nel ramo tabaccherie. Sotto la minaccia di una pistola si erano fatti consegnare il borsello dell’uomo con dentro 59mila euro, le chiavi di una Lexus, il telefonino e documenti, tutto intestato e di proprietà della vittima. Bottino che è stato ritrovato e restituito durante le perquisizioni del caso che hanno fatto saltare fuori anche una pistola, probabilmente quella usata per il colpo, con matricola abrasa.

Pochi giorni prima, il 21 di marzo, ad essere presa di mira fu la direttrice dell’Unicredit di Ciriè. I malviventi avevano deciso di entrare in azione, attendendo che mettesse l’auto in garage e l’avevano presa alle spalle. Avevano iniziato a strattonarla, a spingerla e a picchiarla fino a quando non le avevano strappato la borsa, contenente 400 euro, le chiavi di casa e gli effetti personali. Ma anche e soprattutto i codici di accesso alla banca.

«Mi hanno aggredita in due, entrambi senza puntarmi armi e con il volto scoperto. Ci avranno impiegato al massimo un minuto e poi sono scappati via», aveva raccontato ai militari la donna prima di andare in ospedale, dove i medici l’avevano giudicata guaribile in quindici giorni. I militari sono riusciti a dare un volto e un nome ai due criminali dopo una lunga indagine, fatta di pedinamenti e controlli. Curioso come è stato stanato Geraci. Si nascondeva all’interno dell’ippodromo di Vinovo ed è stato bloccato mentre era di ritorno da Albenga a bordo di un autocarro che trasportava cavalli da corsa, nascosto dietro i sedili anteriori del veicolo.

 

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