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Il presidente dell’Atc: “Occupare casa è reato, ma ora rendere alloggi liberati disponibili nel più breve tempo possibile

Torino, sgomberi a Falchera, Mazzù: “Necessari per ripristinare legalità e tutelare diritti legittimi assegnatari”

“Le famiglie legittime assegnatarie dei tre appartamenti di edilizia residenziale pubblica di via degli Ulivi e di via degli Abeti, occupati illegalmente dallo scorso 2 giugno e liberati questa mattina,  potranno nei prossimi giorni trasferirsi negli alloggi a loro destinati, come definito dalla graduatoria degli aventi diritto alla casa popolare”. Lo dice, in una nota, il presidente dell’Atc Torino, Marcello Mazzù dopo le operazioni di sgombero delle case occupate eseguite questa mattina, nel quartiere Falchera a Torino.

OCCUPARE UNA CASA E’ REATO

“Va ribadito che occupare una casa è reato e può pregiudicare future assegnazioni” sottolinea il presidente di Atc Torino. Dunque, prosegue ancora “non poteva permanere una situazione di illegalità. Prima di chi ha scelto la strada dell’illegalità, ci sono famiglie in graduatoria da tempo per ottenere un alloggio Erp. Peraltro, molti degli occupanti abusivi non avevano mai neppure fatto domanda per una casa popolare, eppure si sono sentiti in diritto di prenderne una”.

FAMIGLIE COLLOCATE IN STRUTTURE DI HOUSING SOCIALE

Il Comune di Torino, in collaborazione con il progetto Sister di Caritas, Aizo e fondazione Difesa del fanciullo, ha temporaneamente collocato le famiglie con bambini in strutture cittadine di housing sociale e per una dei esse, residente fuori Torino,  sono stati attivati i servizi del Comune di provenienza. 
ORA RENDERE ALLOGGI SUBITO DISPONIBILI
“Da parte nostra – continua Mazzù – stiamo cercando di mettere in campo tutte le forze e le risorse per rendere gli alloggi che si liberano disponibili nel più breve tempo possibile. Ma non possiamo accettare che le famiglie, italiane o straniere che siano, pensino di poter utilizzare “scorciatoie” per avere una casa, né tantomeno che in simili situazioni di difficoltà qualcuno strumentalizzi il disagio”.

 

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