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Le barriere dalla Circoscrizione non scoraggiano i senzatetto

I barboni aggirano le gabbie e dormono tra le automobili

I blocchi di cemento e i blitz dei vigili non hanno funzionato da deterrente. Così per tenere lontani i clochard dai portici di via Leoncavallo la circoscrizione Sei era arrivata al punto di affidarsi ad una serie di “gabbie” metalliche, montate proprio nei punti dove i barboni amavano piazzare i loro giacigli di fortuna.

Un intervento di riqualificazione che ha portato un po’ di tranquillità al quartiere soltanto per tre mesi. Nei giorni scorsi il portico è tornato ad essere terra di conquista di disperati e vagabondi. Come dimostrano i materassi, i vestiti e i cartoni lasciati di giorno a fianco delle grate. Quegli stessi impedimenti costruiti per tenere lontani i clochard e che, invece, sono stati nuovamente aggirati. L’area, più volte criticata dai cittadini per le sue condizioni di degrado, continua ad essere abbandonata a se stessa. Le gabbie collocate dall’amministrazione non si possono smontare e tanto meno scavalcare ma il campanello d’allarme è suonato lo stesso nelle teste di chi vive nel quartiere. «Ora i senzatetto si appisolano tra le auto, in piccoli spazi liberi» racconta un cittadino. Le foto non sembrano lasciare dubbi. Ci sono magliette e calzini appesi sulle ringhiere e persino sedie pieghevoli che attendono il ritorno del loro padrone. «Questo porticato è diventato la loro casa – spiega un’anzia na signora -. Bisogna assolutamente trovare per loro un’altra collocazione prima che la situazione torni ad essere quella che era esattamente un anno fa». Di giorno è raro vedere i clochard e parlare con loro. I materassi vengono sistemati dietro le auto o le colonne, nel tentativo di non creare intralcio. Mentre la sera, con la chiusura degli uffici, la via si trasforma in un dormitorio. «Nonostante le promesse – accusa un altro residente -, quelle persone sono di nuovo lì. E temiamo che ci resteranno a lungo».

 

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