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Il quartiere si schiera con gli abusivi dell’Atc: già raccolte 500 firme

Le condizioni degli occupanti: «Fermate sfratti e sgomberi»

Sono state 500 le firme raccolte, in un solo giorno, dal neonato “Comitato figli di Micciché“, movimento fondato dalle famiglie della Falchera – in onore dell’attivista di Lotta Continua ucciso nel 1975 – a seguito delle occupazioni delle ultime settimane di 12 appartamenti di proprietà dell’Atc. A fianco degli occupanti anche Asia Usb (Associazione inquilini e abitanti), sindacato di base che sostiene la battaglia degli occupanti. « Vogliamo un blocco straordinario di sfratti e sgomberi fanno sapere dall’organizzazione – e che venga tutelato il diritto ad una casa per tutti».

Un modo per dire basta «alla svendita e alla privatizzazione dell’edilizia popolare quando è palese la necessità di costruire nuove case», secondo gli attivisti. Anche perché «quelle che ci sono vengono assegnate col contagocce facendo riferimento a liste dalla lunghezza sconcertante quando ci sono appartamenti lasciati colpevolmente vuoti» , aggiungono. Una tematica, quella dell’emergenza abitativa, giudicata «urgente e nascosta sotto provvedimenti inefficaci dalle istituzioni».

L’appello è diretto a chi siederà in Sala Rossa dopo il ballottaggio «affinchè comprenda la centralità di questa tematica e non si concentri solo su quanto siano pieni musei i o quanto risparmiare facendo improbabili tagli sui costi della macchina comunale». Ecco spiegato il senso di questa “lotta”, «ma portata avanti pacificamente», dalle famiglie di Falchera e dal sindacato inquilini. Un tema, quello della manifestazione di un dissenso pacifico, che sta a cuore a tutti nel quartiere affinchè «il comitato non venga criminalizzato». «Hanno anche detto che alcuni occupanti hanno cacciato dalla propria casa, con un’arma, una famiglia che stava avendo un cambio alloggio. Una notizia totalmente falsa e che serve solo a gettare fango su una rivendicazione legittima e pacifica».

 

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