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Il 54enne è impiegato in un supermercato ma lo stipendio ormai non bastava più

«E’ un prelievo speciale» e rapina le banche. In manette un precario stritolato dai debiti

Stritolato dai debiti accumulati giocando ai videopoker, si è dedicato alle rapine in banca. Tre colpi in poco più di un mese, anche se il sospetto è che ne abbia messe a segno altri.

Rosario Brosio, 54 anni, impiegato presso un supermercato della città, è stato arrestato venerdì dai carabinieri della compagnia di Chivasso, pochi minuti dopo un colpo all’Unipol di via Siccardi 18. Il primo assalto risale a lunedì 18 aprile scorso al Monte dei Paschi di Siena di piazza del Popolo per un bottino di circa mille euro; il secondo il 22 aprile, alla filiale Ubi di via Po per un bottino di 5mila euro. Infine l’ultimo colpo, che ha fruttato appena 600 euro. A casa sua i militari hanno sequestrato tre pistole: due finte più una terza autentica, ma disattivata. Recuperato anche il bottino dell’ulti ma rapina: banconote in tagli da 20 e 5 euro, due giubbotti indossati durante i colpi e gli occhiali da sole che usava per coprirsi in parte il volto.

Ma quella di Rosario Brosio non è una storia come le altre. Questa volta i militari agli ordini del capitano Pierluigi Bogliacino non avevano di fronte un rapinatore professionista, ma un uomo disperato. Strozzato dai debiti di gioco. Le rapine, infatti, gli servivano per coprire i debiti contratti con il gioco d’azzardo. In lacrime, negli uffici della caserma di via IV Maggio, ha raccontato la sua storia. Solo e depresso da un paio d’anni era affetto da ludodipendenza (la malattia che colpisce i giocatori incalliti). Trascorreva diverse ore nei bar e centri scommesse della città. Giocava e rigiocava sperperando tutto lo stipendio. Tanto che i soldi non gli bastavano più per arrivare a fine mese e così la decisione di darsi alle rapine. Era un cliente assiduo a tal punto che i titolari di bar e sale scommesse della città gli facevano credito, invogliandolo a spendere sempre di più.

Quello del rapinatore però non era il suo mestiere. Si presentava agli sportelli impaurito, addirittura sussurrando ai cassieri. Inoltre la pistola non la puntava mai addosso ma la mostrava solamente. A tradirlo è stato un sopralluogo fatto venerdì mattina allo sportello Ubi di via Po, quello già rapinato il 22 aprile scorso. È stato un dipendente a notarlo mentre da via Po osservava i movimenti all’interno ed ha immediatamente telefonato al 112. Pochi minuti dopo, sempre al 112, è arrivata la richiesta di intervento per una rapina appena compiuta alla Unipol di via Siccardi. Ma Rosario Brosio si era già dileguato. Poco dopo è stato sorpreso mentre usciva di casa con in tasca i soldi della rapina. Doveva andare a saldare il debito di gioco in un bar della città.

 

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