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Giuseppe, 76 anni, ha un debito con l’Atc che scadrà il 19 giugno: «Aiutatemi»

Cieco e paralizzato sotto sfratto: mille euro per non finire in strada

A 76 anni si trova su una sedia a rotelle e con il terrore di finire in mezzo a una strada. Giuseppe, ipovedente a causa del diabete, è stato sfrattato un anno fa causa morosità dalla casa popolare in cui viveva. Ad aiutarlo, dopo una breve parentesi a casa di un amico, ci ha pensato la sorella Elsa che a novembre lo ha accolto nel suo alloggio, al civico 13 di via Orvieto.

La signora ha presentato ad Atc domanda di ospitalità per il fratello. E il sì da parte dell’Agenzia di corso Dante è arrivato anche a seguito dei problemi di salute di Giuseppe che, nelle sue attuali condizioni, non può vivere da solo. Elsa gli ha comprato un mobile che si trasforma di notte in un letto e ha deciso di prendersi cura del fratello. Le grane, però, sono piovute come un fulmine a ciel sereno dopo alcuni mesi di convivenza. L’Agenzia ha portato il caso in esame alla commissione utenza che si riunisce periodicamente, proprio per valutare l’applicazione delle norme su casi particolarmente delicati ed evitare discriminazioni. Ma la richiesta è stata chiara: l’ospitalità potrà continuare solo dietro pagamento del debito maturato negli anni dall’uomo, ossia circa 11mila euro. «Il problema – racconta Elsa -, è che ci hanno chiesto di versare mille euro di anticipo entro il 19 giugno. Soldi che io non ho».

Giuseppe, che al momento per alcuni disguidi non percepisce la pensione d’invalidità, porta in casa solo la pensione sociale. Ma tra cibo, spese e medicine i contanti da mettere da parte sono davvero pochi. «Il signor Osella – replica Atc – potrà stipulare un impegno di pagamento ed estinguere il debito con piccole rate mensili». Chi volesse aiutare Elsa e Giuseppe può chiamare al numero 331.4778643.

 

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