img_big
News
Sul banco degli imputati c’è Gian Mario Rossignolo

Al processo sul crac DeTomaso anche l’Avellino tra le parti civili

Anche l’Avellino calcio ha chiesto di costituirsi parte civile al processo, ripreso ieri mattina a Torino, per il crac della storica casa automobilistica De Tomaso, che fra gli otto imputati annovera pure l’imprenditore Gian Mario Rossignolo. La società sportiva irpina, patrocinata dall’a vvocato Innocenzo Massaro, ha affiancato così la Regione Piemonte e oltre 400 ex lavoratori dell’azienda, in gran parte assistiti dai legali della Fiom. L’Avellino si è costituito contro un solo imputato per un episodio emerso nel corso dell’indagine. La vicenda è quella di una polizza fidejussoria che era stata proposta agli incaricati della società campana per l’iscrizione al campionato di Lega Pro 2012/13. Il documento risultò fasullo, e ora il club è considerato “persona offesa” di una truffa. All’udienza ieri erano presenti numerosi operai che un tempo lavorano nella casa automobilistica. «Nel 2017 per gli ultimi di noi finirà la mobilità, pochissimi hanno trovato un altro impiego, per tutti gli altri la situazione è disperata», hanno spiegato mentre attendevano l’inizio del dibattimento. «Non lavoriamo dal 2010 – hanno aggiunto -, da quando Pininfarina ha venduto a Rossignolo. Solo a Grugliasco eravamo un migliaio, ma di questi non lavora quasi nessuno. Per tre anni abbiamo vissuto grazie alla cassa integrazione, poi è cominciata la mobilità, ma desso sta finendo e non sappiamo davvero che fare». L’unica possibilità, hanno quindi concluso, sarebbe lasciare l’Italia: «Forse in Germania o in Spagna c’è qualcosa, ma non è facile lasciare le famiglie, cambiare vita, senza nessuna sicurezza». Qualcuno spera che dal processo possa arrivare un risarcimento: «Sappiamo che è difficile, ma sarebbe giusto così». Altri hanno puntato il dito contro le istituzioni «che non hanno fatto nulla per tutelare un marchio storico italiano, acquistato dai cinesi che l’hanno portato via nell’indifferenza generale».

 

Condividi sui social:

Scopri inoltre...

banners
Precedente
Successivo
Precedente
Successivo