Una veduta dei palazzi che avrebbero dovuto ospitare i ministeri e le ambasciate straniere se Torino fosse rimasta capitale d’Italia
News
TORINO IERI&OGGI

Piazza Statuto, l’ex quartiere governativo “cuore nero” di Torino

È certamente la piazza più singolare e più “sinistra” di Torino, sulla quale aleggia un velo di mistero che perdura nel tempo. È piazza Statuto. Qui, magia nera, occultismo e chi più ne ha più ne metta si fondono insieme in un caleidoscopio di dicerie, di voci, di misteri. Primo fra tutti, il singolare monumento ai caduti del Fréjus: unico, nel panorama torinese. Una piramide di massi che schiacciano bronzei Titani, sulla quale troneggia il genio della scienza. Genio? C’è chi dice che la figura alata altri non sia che il principe degli angeli ribelli, il Nemico del quale è bene non pronunciare il nome: diceria rafforzata dal fatto che sulla cima del capo dell’angelo spiccava una stella a cinque punte, sparita almeno da una manciata di anni. Singolare e sinistro è anche il piccolo giardinetto nel quale è collocata la “guglia Beccaria“: un angolo quasi irraggiungibile, schiacciato tra il traffico e i bus, da sempre trasandato e un po’ lugubre. E naturalmente, secondo la vulgata dell’occultismo, questo obelisco altro non sarebbe che il vertice del triangolo della magia nera, che unirebbe Torino a Londra e San Francisco. Vertice o no, sta di fatto che il curioso monumento, posizionato nel 1808, ricorda semplicemente il calcolo del meridiano che prese il nome Gradus Taurinensis compiuto da Giovanni Battista Beccaria nel 1760.


Di misteri, piazza Statuto sembra averne tanti. Lo stesso nome sembra evocare brutti presagi: in piazza Statuto, nel febbraio 1983, si tenne una manifestazione di dubbio gusto nota come “Carnevale diabolico“. E, il 13 febbraio dello stesso anno, nella vicina via Cibrario, avvenne la tragedia del cinema che portava il nome della piazza.
 

Le coincidenze possono andare avanti a lungo, per diletto dei turisti e degli amanti dell’occultismo. Ma, se usciamo dai racconti popolari, scopriamo che piazza Statuto nacque per un madornale errore di valutazione, dal che forse dipende anche la sua fama di luogo poco fortunato. Era il 1864: nei progetti di espansione della città era già da tempo prevista la realizzazione di una piazza che “chiudesse” l’asse di via Dora Grossa, ma solo in quell’anno la Italian Building Society finanziò la costruzione degli eleganti palazzi neoclassici progettati da Giuseppe Bollati, per dare appartamenti di importanza agli ambasciatori, ai ministri, agli alti funzionari che sarebbero arrivati a Torino ormai diventata capitale d’Italia. Peccato che in quello stesso anno Torino perse la corona: piazza Statuto divenne così una cattedrale nel deserto e per molti anni fu una spianata polverosa, senza nemmeno l’aiuola centrale che conosciamo oggi.
 

Superato il trauma della perdita della capitale, la piazza divenne l’essenziale confluenza delle tre arterie della nuova espansione cittadina: via San Donato, via Cibrario e corso Francia; proprio all’incrocio con il corso si trovava la stazione del “trenino” per Rivoli, poi sostituito dalla tozza mole della torre Bbpr, del 1959. Di certo, per piazza Statuto si sta disegnando una nuova epoca: il sottopasso di prossima apertura contribuirà a snellire il traffico caotico che la rende più simile ad un grande incrocio, che una piazza di passeggio. E chissà se, prima o poi, anche lei potrà trovare giusta gratificazione con una pedonalizzazione che, magari, ne stemperi l’aura negativa.


OGNI MARTEDI SU CRONACAQUI IN EDICOLA LA RUBRICA “IERI&OGGI”: DUE PAGINE DEDICATE A TORINO TRA PASSATO E PRESENTE

Ieri&Oggi è stato realizzato grazie al fondamentale contributo dell’Urban Center Metropolitano, l’associazione autonoma nata per accompagnare i processi di trasformazione di Torino e dell’area metropolitana, e dell’Archivio Storico della Città di Torino, che conserva la memoria di nove secoli di storia torinese. L’Urban Center Metropolitano si trova in piazza Palazzo di Città 8/F, telefono 011.553 7950. L’Archivio Storico si trova invece in via Barbaroux 32, telefono 011.01131811.

 

Condividi sui social:

Scopri inoltre...

Precedente
Successivo
Precedente
Successivo