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Per gli esperti nominati dal tribunale i decessi sarebbero stati causati da altre patologie

Morti all’Olivetti, il colpo di scena: «Quattro non sono per amianto»

Non sono morti tutti di mesotelioma – la micidiale malattia collegata all’esposizione all’amianto – i dodici ex lavoratori Olivetti delle cui vicende si sta occupando il tribunale di Ivrea. In quattro casi si tratterebbe di patologie di altro tipo. È quanto hanno concluso – secondo fonti vicine al processo – i due esperti che, su mandato del giudice Elena Stoppini, hanno controllato le diagnosi iniziali.
Ed era stato proprio il giudice Stoppini, nel corso dell’udienza celebrata lo scorso 2 maggio, a ordinare la revisione dei campionamenti biologici relativi ai dodici ex lavoratori dell’industria eporediese morti per malattie riconducibili – secondo l’accusa all’esposizione all’amianto. Un accertamento con cui si intendeva fugare ogni dubbio sulla correttezza delle diagnosi. E adesso, stando ai risultati, si sa che su dodici ex lavoratori in otto sarebbero morti a causa del mesotelioma, tumore conseguenza di una prolungata esposizione all’amianto. Gli altri quattro operai, invece, sarebbero deceduti per patologie di altro tipo. Questo, per lo meno, è quanto emergerebbe dalla revisione dei campionamenti biologici eseguita dagli esperti.

La mossa decisa dal giudice era stata la conseguenza di una sollecitazione fornita proprio dalla procura di Ivrea. Erano stati infatti i consulenti tecnici delle parti in causa a manifestare alcune perplessità: quello della pubblica accusa aveva affermato che era necessario approfondire tre casi di morte, quello del responsabile civile Telecom era dubbioso su quasi tutti. Nel corso dell’udienza celebrata a maggio, in particolare, il professor Enrico Pira, per conto della difesa di Carlo De Benedetti e Corrado Passera, aveva affermato che uno dei lavoratori morì per una occlusione intestinale e non per un mesotelioma pleurico: si tratterebbe di Marcello Costanzo, il cui decesso risale al 30 gennaio 2012.

Fra i diciotto imputati del processo ci sono l’ingegner Carlo De Benedetti, il fratello Franco, l’ex ministro Corrado Passera e Roberto Colaninno.

 

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