img_big
News
Il neonato è giunto al Maria Vittoria in arresto cardiaco. Forse fatale una dose eccessiva di antidolorifico

LA TRAGEDIA Torino, bimbo di un mese circonciso in casa, muore in ospedale. Denunciata la madre

Tragedia a Torino. Un bimbo ghanese di un mese è morto questa mattina, all’ospedale Maria Vittoria, dove era stato trasportato d’urgenza a pochi giorni dalla circoncisione cui era stato sottoposto in casa, domenica scorsa. A quanto pare, è giunto in ospedale dopo una richiesta di aiuto al 118 partita da una ragazza che vive nella ex scuola occupata di via Ciriè 7, un spazio in cui alloggiano un centinaio di famiglie senza casa o sotto sfratto, e che si riconoscono nello “Spazio popolare Neruda“. In quell’edificio, un tempo sede dell’istituto tecnico “Casale“, a quanto pare, era arrivata, ieri sera, anche la famiglia del piccolo (che risiederebbe in un’altra zona della città). Il neonato, secondo le prime informazioni, aveva la febbre molto alta, probabilmente a causa di un’infezione successiva al taglio. Sembra che per placare il dolore, gli sia stata somministrata una dose eccessiva antidolorifico, ma questo saranno i medici ad appurarlo.

BIMBO IN ARRESTO CARDIACO: VANI I TENTATIVI DI RIANIMARLO
Quando è arrivato in ospedale, il neonato era ormai in arresto cardiocircolatorio. Per lui, ricoverato in condizioni disperate, non c’è stato nulla da fare. E vani sono stati tutti i tentativi di rianimarlo. Dall’ospedale Maria Vittoria, come è d’obbligo in casi del genere, è partita la denuncia all’autorità giudiziaria. La madre del piccolo, che una volta appreso del decesso, si è sentita male, è stata successivamente convocata in Questura per essere ascoltata dagli investigatori. Anche il padre dovrebbe essere sentito dagli agenti, ma non si sarebbe ancora presentato. Saranno il sostituto procuratore Antonio Smeriglio e il capo della Mobile Marco Martino, secondo quanto si apprende, ad occuparsi della vicenda. Il pm potrebbe dare già domani l’incarico perché venga eseguita l’autopsia giudiziaria.

DENUNCIATA LA MADRE PER OMICIDIO COLPOSO

La mamma del bimbo è stata denunciata dalla polizia per omicidio colposo, mentre si cerca un medico abusivo, ghanese, che ha effettuato l’intervento. La donna, che ha 35 anni e da 5 vive in Italia con lo status di rifugiata, ha rivelato agli investigatori di avere somministrato al figlio una supposta di paracetamolo da 250 mg, il cui uso è consigliato solo dopo i 12 chili di peso. E’ stato rintracciato il padre, ghanese di 33 anni, anche lui con lo status di rifugiato. 

CIRCONCISIONE IN CASA, RISCHIO ALTISSIMO
Il caso di Torino è comunque solo l’ultimo di una lunga serie, e migliaia di bambini, fino al 50% di quelli che fanno una circoncisione, rischiano questo destino. Lo afferma Mustafa Qaddurah, pediatra e Consigliere del Centro Islamico Culturale di Roma. “Il problema è noto, ne abbiamo parlato ai congressi scientifici come alle istituzioni, ed è che il Sistema Sanitario Nazionale non riconosce la pratica se eseguita per motivi culturali e non medici. Questo vuol dire che o ci si rivolge in cliniche, dove costa molto, o a questi ciarlatani – spiega l’esperto -. Secondo le nostre stime il 30-40% dei musulmani preferisce farla nel paese di origine, ma un altro 30-50% si rivolge a personale non autorizzato, che opera in ambienti non idonei con il risultato di ammazzare i bambini o di provocare gravi malformazioni, che noi poi vediamo nei nostri studi. Casi di morte ci sono stati recentemente a Treviso e in Puglia, il fenomeno riguarda tutta l’Italia”. Una stima è difficile, afferma il pediatra, ma secondo una ricerca Caritas sono circa 50 mila i bambini musulmani in età prescolare e scolare. Una circoncisione non autorizzata costa 30-50 euro, mentre in ospedale a Roma il ticket chiesto è di 480 euro, e chi va in cliniche private spende molto di più. 

 

Condividi sui social:

Scopri inoltre...

Precedente
Successivo
Precedente
Successivo