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Il Borghese

I pigri, i cialtroni e il Bel Paese

L’Italia estiva, quella che una volta indossava “pinne fucile e occhiali” per dirla come Edoardo Vianello e il suo motivetto anni ’60, per tuffarsi nel mare delle vacanze, trema sotto una manovra finanziaria da 24 miliardi di euro che trascina in piazza le masse, fa incrociare le braccia agli statali, temere catastrofi sulle tredicesime e su altri privilegi intoccabili. E, soprattutto taglia, riduce, minimizza il rito estivo. Almeno a parole. Insomma incide sull’entusiasmo, anche se poi, alla fine, gli italiani partiranno comunque. Perché ai riti non si rinuncia e soprattutto perché a mogli e figli è quasi impossibile dire di no.Ma questi italiani, che sono tanti, lo sanno che – in qualche cassetto della nostra pachidermica macchina amministrativa, – sono sepolti 89,7 miliardi di euro, più o meno quattro finanziarie di sacrificio? Soldi che, gratis e amore Dei, l’Europa elargirebbe per permettere alle regioni del nostro Mezzogiorno di tenere il passo degli altri land che compongono l’Unione?Siamo quasi convinti che pochi o nessuno conoscano l’esistenza di questo tesoretto che Campania, Puglia, Calabria, Basilicata e Sicilia hanno a disposizione per il quinquennio 2007-2013 e che non hanno impegnato che per le briciole. Esattamente il 6,49 per cento del totale. Per capirci un paracarro rispetto ad un’autostrada. Pur con tutti i bisogni di lavoro, di servizi e di infrastrutture che così tanto pesano sul sistema Italia.Colpa dei governatori cialtroni, come li ha definiti il ministro Tremonti? Forse sì, ma pure lo Stato, che in questo momento chiede sacrifici generalizzati agli italiani, qualche colpa ce l’ha. Per esempio “il programma operativo nazionale ricerca e competitività” (alzi una mano chi ne conosce l’esistenza) avrebbe garantito con i suoi 6,2 miliardi di euro lavoro a quasi duemila imprese del sud. Una manna dal cielo che per nequizia nessuno ha voluto raccogliere se non per qualche fiocco sfuggito al torpore amministrativo. E che dire del “Fas”, fondo per le aree sottoutilizzate, che con i suoi 63 miliardi di euro avrebbe dovuto trasformare gli angoli più depressi del nostro mezzogiorno in una sorta di giardino dell’Eden? Il Fas ha fatto flop, come d’altra parte nei tre anni precedenti, ed ha speso solo briciole che magari hanno soltanto sortito l’effetto di cementificare qualche spiaggia. E di arricchire il già ampio panorama di cattedrali nel deserto di cui il sud è stracolmo. Tremonti insomma non vaneggia. E quando dice che certi fondi spesi male hanno prodotto più danni che benefici, non esagera. Così, mentre i soldi europei fanno la muffa, gli italiani pagano di tasca. Dimenticavamo il corollario: e cioè gli aumenti che, stranamente, coincidono con i saldi di fine stagione. Proprio un bel Paese, il nostro, non c’è che dire.beppe.fossati@cronacaqui.it

 

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