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Il figlio tratta la madre come complice e l’insulta Il mistero dei tre cellulari che utilizzava Gabriele

LA PROF AMMAZZATA. Quell’intercettazione che incastra Caterina. «Taci che ci sentono»

Che sia prematura la richiesta di scarcerazione che avanzeranno i legali di Caterina Abbattista, la madre di Gabriele Defilippi, è una profonda convinzione di inquirenti e investigatori. Se è vero che l’incidente probatorio che si è svolto mercoledì in procura a Ivrea di fatto scagiona la donna da non poche resposabilità riguardo l’omicidio, è altrettanto vero che ci si chiede se le dichiarazioni rese dal figlio minore dell’Abbattista possano essere considerate genuine. Non per i ricordi, certamente autentici, ma per i condizionamenti mediatici a cui il ragazzino sarebbe stato sottoposto in questi mesi. Tant’è che è stato proprio lui, prima di essere interrogato dal giudice Stefania Cugge, a dire: «Ho letto sui giornali che le mie parole potrebbero accusare mia madre, non è questa la mia intenzione».

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