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I lavori devono ancora partire: corso Venezia diventa terra di nessuno

Il cantiere-fantasma del passante nuova casa per tossici e disperati

Il gabbiotto utilizzato dagli operai fino a nove mesi fa si presenta pieno di bottiglie di birra e di vino, rigorosamente vuote, con qualche involucro di plastica, contenente siringhe, sparso a fianco di cartoni e coperte. L’attesissima copertura del passante ferroviario, che al momento viaggia spedita tra corso Inghilterra e piazza Baldissera, ha in realtà un grosso neo: il tratto di corso Venezia compreso tra via Valprato e via Breglio. Il famigerato quinto lotto del passante, ancora in attesa dell’avvio del cantiere vero e proprio. E oggi una sorta di isola dell’illegalità dove i lavori non sono ancora partiti e dove i problemi sembrano essere all’ordine del giorno. Tra il via vai dei tossici e dei disperati, le transenne divelte e addirittura cittadini a spasso con i loro cani.

A raccontare cosa non va sono proprio i residenti, coloro che si affacciano su corso Venezia e su via Valprato e che dallo scorso anno segnalano una serie di criticità che non sono mai state prese in considerazione. Tanto per cominciare l’area di cantiere non è protetta, entrare è un gioco da ragazzi. Qualcuno l’hatrasformata in un’area cani, utilizzando quei pertugi che si sono aperti con il tempo. Il vento ha buttato giù molte barriere, mai rimesse al loro posto. Fattore che ha ingolosito anche i disperati che hanno adottato – a loro modo – il gabbiotto, trasfor-mandolo in riparo di fortuna. «Abbiamo visto gente bucarsi –sbotta un cittadino -. È uno schifo, ci sono le siringhe. Ogni pomeriggio li vediamo entrare ed uscire».

Ma lungo il passante spunta anche un altro mini-accampamento, distrutto dalle piogge di questi giorni. Sotto un telo di nylon scarpe e vestiti. Un degrado che potrebbe durare ancora per poco. Il quinto lotto verrà realizzato con i ribassi di gara, con i risparmi ottenuti dai lotti precedenti. « Intanto mandiamo qualcuno a controllare. Se lì dentro dorme della gente provvederemo a farla sgomberare» assicura la presidente della Sei, Nadia Conticelli.

 

 

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