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Torino. Tunisino espulso salva la vita a due ragazzini e lo rinchiudono al Cie

“Sapevo di essere a rischio, che il permesso di soggiorno mi era scaduto, che in attesa del rinnovo avrei dovuto cercare di non dare nell’occhio. Ma quando ho visto quei due ragazzini aggrediti da una quindicina magrebini armati, non ci ho pensato due volte e mi sono fatto avanti. Con il mio amico Tarek siamo intervenuti, li abbiamo difesi, siamo riusciti a salvare loro la vita, ma poi è arrivata la polizia, mi hanno controllato i documenti e mi hanno portato al Cie per l’espulsione”. 
A parlare, “da una cella d’isolamento” del Centro di identificazione ed espulsione di corso Brunelleschi è Montassar Tamzini, tunisino, nel nostro Paese da più di dieci anni, sposato con un’italiana, destinatario di un ordine di espulsione datato 28 gennaio di quest’anno. 
Lavoro al mercato con il mio amico Tarek”, racconta Tamzini. «E la notte del 23 aprile – conferma Tarek -, prima di andare a montare il banco, siamo andati con il furgone al Valentino perché speravamo di trovare un cugino di Montassar di cui non abbiamo più notizie. Ce l’avevano segnalato lì, ma era solo una persona che gli assomigliava…” 

 

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