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Dodici mesi e la diffida per avere il via libera. «Eppure per i medici era un caso gravissimo»

«Abbiamo ottenuto l’assegno per le cure solo con l’avvocato»

L’Asl in questione è la To3, perché questa storia si svolge a Grugliasco. Ma il problema è più o meno lo stesso in tante aziende sanitarie piemontesi, che non hanno i soldi per erogare nuovi assegni per le cure domiciliari, i contributi mensili (da 600 fino a 1.300 euro) in grado di sostenere le famiglie che decidono di seguire in casa e a proprie spese i malati non autosufficienti. La Regione ha promesso di lavorare per modificare il sistema, che vede 16mila pazienti in lista d’attesa, ma la situazione è ancora critica. Qui il lieto fine c’è stato, perché l’Asl ha acconsentito allo stanziamento dell’assegno. Ma dopo un anno di attesa e dopo l’intervento di un avvocato. « Abbiamo dovuto inoltrare una diffida all’azienda – spiega Laura (nome di fantasia) . Solo dopo siamo riusciti ad ottenere un aiuto per l’assistenza domiciliare. Prima ci avevano detto che l’unica soluzione era un ricovero in struttura».

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