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Inquilini prigionieri da metà aprile: «Per ripararlo servono 6mila euro»

Ascensore guasto da 20 giorni: fa le scale e finisce all’ospedale

Senza ascensore da metà aprile, imprigionati tra le mura domestiche e con poche possibilità di uscire di casa. Una ventina di famiglie delle case popolari di via Orvieto 1/7, stabile amministrato dalla Città, è vittima di un impianto fuori servizio. Un guasto che costringe malati e disabili in carrozzina a rimanere agli arresti domiciliari. E chi ha cercato di uscire con le proprie gambe ci ha quasi rimesso la vita. Come il signor Rossi che dopo dieci piani di scale a piedi è finito al Maria Vittoria con un occhio gonfio. «Ci auguriamo – spiega Salvatore, portavoce della scala -, che qualcuno si decida ad intervenire».

I tecnici Atc avrebbero, però, già effettuato un sopralluogo. «È stato eseguito un tentativo di riparazione, non è andato a buon fine. Ulteriori verifiche hanno permesso di appurare che il fermo era imputabile ad un elemento da sostituire». Un componente tecnologico, del valore di 6mila euro, che è necessario ordinare direttamente alla casa di produzione dell’impianto. «Il pezzo è stato ordinato e arriverà entro fine settimana, quindi verrà immediatamente sostituito e l’ascensore tornerà in funzione ».

Per aiutare chi soffre di disabilità, Atc ha attivato il protocollo Sos Fragilità che mette a disposizione l’aiuto della Consulta per le Persone in Difficoltà con la messa in strada delle carrozzine con cingolato e di Auser, che porta spesa e farmaci a domicilio di chi non può fare le scale. «Ben comprendiamo il disagio che questi utenti stanno vivendo – spiega il presidente Marcello Mazzù-. Purtroppo gli impianti più tecnologici hanno tempi di riparazione più lunghi e questo andrà tenuto in conto, in futuro, quando si progettano case destinate a disabili e anziani».

 

 

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