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La rimessa degli ambulanti torna a essere una narcosala

Bastioni in mano ai tossici dopo lo sfratto dei carretti

I carrozzoni degli ambulanti salutano gli antichi bastioni e al loro posto tornano i tossici. L’addio, dopo dieci anni, dei carretti ha riportato corso Regina Margherita ai terribili fasti di un tempo, trasformando le arcate a due passi dal Duomo in una narcosala a cielo aperto. Lo sfratto dato dal Comune di Torino all’ambulantato, con la promessa di un progetto legato alla movida, ha aperto più di una falla per le mura delle Porte Palatine. Se da una parte i commercianti si sono rivolti al Tar, dall’altra c’è chi ha subito approfittato del caos per riprendersi spazi che sembravano persi. Così tra un dormitorio occasionale e l’altro qualcuno ha immortalato anche alcuni uomini, intenti a zigzagare alla luce del sole, in cerca del varco giusto tra le nicchie dei bastioni.

Uno di questi percorre la stradina che porta ai sotterranei, si infila sotto le arcate con la schiena rivolta alla strada. Poi si abbassa e dallo zaino tira fuori una siringa e l’occorrente per bucarsi. Chi è sulla collinetta dei giardini delle Porte Palatine non lo vede ma chi transita su via XX Settembre è costretto, suo malgrado, ad assistere a quel grottesco spettacolo. L’uomo cerca una vena sul braccio, passeranno 20 minuti prima che ritorni a camminare sul marciapiede. «Da un po’ di tempo rivediamo vecchi fantasmi» accusa un passante.

Basta camminare tra i camion degli ambulanti che vendono frutta e verdura a Porta Palazzo per rischiare di imbattersi in altri due tossici. Uno prepara la dose, l’altro ha il volto scavato dal trascorrere degli anni. Si bucano di nascosto, vicino al commissariato di polizia. In un punto dove, teoricamente, nessuno li può vedere. «Altro che movida e locali – attacca il capogruppo di Fdi, Patrizia Alessi -. Qui abbiamo sempre i soliti problemi. La Città pensi a liberarci di quei tossici, prima che la situazione degeneri».

 

 

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