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La donna è in prognosi riservata. Le indagini nell’azienda affidate a carabinieri e Spresal

L’acido nella bottiglia dell’acqua. Un’operaia è grave all’ospedale

Ha bevuto per sbaglio dell’acido ossalico da una bottiglietta che credeva contenesse acqua. Una operaia di 56 anni residente a Nole è ricoverata dal primo pomeriggio di ieri all’ospedale di Cirié in prognosi riservata anche se non sarebbe in pericolo di vita.

L’infortunio sul lavoro è avvenuto poco prima dell’ora di pranzo all’i nterno della cooperativa sociale di lavoro “Dalla stessa parte” di via San Giovanni 8 a Ciriè. Tutto è successo in pochi istanti. La donna era impegnata a prendersi cura degli alveari presenti nell’azienda, quando ha deciso di prendersi una piccola pausa e dissetarsi. Ma qualcosa è andato storto, e invece di un sorso d’a cqua da una bottiglietta in plastica, la dipendente ha bevuto acido ossalico. Un acido che in apicoltura viene usato in prevalenza per combattere il “varroa destructor”, un acaro parassita che porta alla distruzione, a più riprese, delle api e di conseguenza blocca la produzione di miele in tutti gli alveari colpiti.

In pochi istanti la donna ha avvertito dei dolori lancinanti allo stomaco prima di cadere a terra, perdendo i sensi per diversi minuti. In suo soccorso sono giunte alcune colleghe e colleghi che prontamente hanno contattato il servizio d’emergenza 118. In via San Giovanni è arrivata, poco dopo, un’ambul anza. L’equipe medica, dopo averla stabilizzata, ha subito deciso per il trasporto d’urgenza all’ospedale cittadino per le cure del caso.

Sin dai primi istanti la situazione è risultata piuttosto seria, nonostante all’approdo in via Battitore la 56enne avesse già ripreso conoscenza. Sul posto sono anche intervenuti i tecnici dello Spresal dell’Asl To4 di Cirié per le indagini del caso, mirate ad accertare se siano state rispettate tutte le normative in materia di sicurezza nei luoghi di lavoro. In parallelo agli uomini dello Spresal, indagano anche i carabinieri della tenenza di Cirié, agli ordini del luogotenente Diego Mannarelli. Sulle prime si era persino ipotizzato che la 56enne avesse ingerito l’acido in maniera volontaria, per motivazioni sconosciute. Una ipotesi scongiurata nel volgere di pochissimi minuti, viste le dichiarazioni rilasciate dagli altri colleghi allo Spresal e ai carabinieri e poi dalla stessa donna.

La cooperativa “Dalla Stessa Parte” è molto conosciuta a Ciriè, dato che è presente sul territorio da 30 anni. Organizzata in tre aree produttive è composta da 17 soci lavoratori e da alcuni soci volontari. Su quanto accaduto, dall’azienda di via San Giovanni è pervenuto un «no comment».

 

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