img_big
News
Accolto il ricorso di un automobilista: l’apparecchio non si poteva installare in quel tratto

Il velox di corso Francia era “abusivo”. Il giudice annulla le multe 4 anni dopo

Per sei anni, dal 2007 al 2013, l’autovelox che era piazzato in corso Francia, all’altezza di via Castagnevizza, ha inflitto multe su multe agli automobilisti. Migliaia di contravvenzioni che secondo il giudice Raffaella Bosco però non avrebbero mai dovuto essere elevate, visto che in una recente sentenza ha decretato che « il tratto stradale interessato non è dotato dei requisiti previsti dalla normativa ». Insomma, in quel punto di corso Francia non si poteva installare nessun occhio elettronico.

A scatenare il caso è stato Andrea C., un automobilista che nell’aprile 2012 cadde in trappola per ben due volte in quattro giorni. Poche settimane dopo, a breve distanza l’una dall’altra, si vide arrivare a casa le due contravvenzioni, per un totale di circa 380 euro. Multe ingiuste, secondo lui, e per quello decise di rivolgersi all’avvocato Massimo Ceccanti, specializzato proprio in battaglie legali di questo tipo. Cominciò così un lunga procedimento, che si è concluso – per ora solo lo scorso 20 aprile: curiosamente lo stesso identico giorno in cui quattro anni fa Andrea incappò nella prima sanzione. Nel frattempo, nel 2014, c’era stata una prima sentenza del giudice di pace che aveva dato torto all’auto mobilista. L’avvocato Ceccanti però non si è dato per vinto e ha fatto ricorso in appello contro la prefettura. Nel mirino infatti è finito il decreto prefettizio secondo il quale lungo l’intero corso Francia si potevano installare dei velox. Secondo il legale, non era così perché gli incroci con corso Antony e via Plava, a poca distanza da via Castagnevizza, non erano gestiti da semafori. Interpretazione accolta dal giudice che ha dato torto al prefetto e annullato le multe.

Nel 2013 il Comune di Collegno rimosse quell’impianto, installato nel 2007, e lo spostò sul vicino cavalcaferrovia. Nel frattempo i multati però sono stati migliaia: solo nel 2010, per fare un esempio, dai due impianti di corso Francia il Comune incassò più di 3,5 milioni di euro da 18mila automobilisti circa. Il sindaco, Francesco Casciano, comunque è tranquillo: « Anche altri automobilisti avevano fatto ricorso – spiega – e avevamo vinto noi. Con i nostri legali leggeremo la sentenza e valuteremo se andare in terzo grado. In ogni caso il Comune si è sempre attenuto al decreto prefettizio che ritiene corso Francia idoneo a questo tipo di strumenti che, lo voglio ricordare, per noi non servono a fare cassa ma a garantire la sicurezza di tutti».

 

Condividi sui social:

Scopri inoltre...

banners
Precedente
Successivo
Precedente
Successivo