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Riqualificazione in due fasi per il liceo chiuso da 22 anni

Supermarket sull’ex Cottini. Poi arriveranno nuove case

Si sblocca l’annosa vicenda dell’ex liceo Cottini di via De Margherita, dopo anni di abbandono, degrado e vandalismo. La giunta comunale nella seduta di ieri ha dato il via libera alla società Dimar, che in questi anni è già intervenuta nel recupero dello Scalo Vanchiglia e del vecchio bowling di Mirafiori, per creare sulla scuola diroccata uno spazio commerciale di 2.500 metri quadri, destinato ad ospitare un nuovo supermercato. Congelato invece l’intervento edilizio per realizzare nuove palazzine sui restanti 1.400 metri quadri. E definitivamente archiviata anche l’idea di costruire un salone polivalente a titolo a scomputo degli oneri edilizi da affidare alla circoscrizione: la Due ha infatti reputato inutile il progetto. In cambio la Città riceverà l’equivalente valore economico, stimato dal Politecnico di Torino in 282mila euro, in due tranches: 182mila in concomitanza con l’avvio dei lavori per lo spazio commerciale e i restanti 100mila euro con la costruzione del nuovo isolato residenziale. I lavori potrebbero partire già nei prossimi mesi, forse già entro la fine dell’anno.

Dopo 22 anni l’area troverà una nuova destinazione, destinazione che i residenti accoglieranno con piacere vista anche la scarsa presenza di esercizi commerciali nell’area. La riqualificazione porterà via le tanto odiate pantegane e il rischio di bivacco all’interno del liceo; di fatti molte volte è stata denunciata la presenza di tossici, barboni, per non parlare delle siringhe i vetri rotti e il guano di piccioni. « Per me, è una grandissima soddisfazione – spiega Nini Punzurudu, presidente della Due -. In questi anni abbiamo lavorato intensamente per trovare una soluzione e per evitare che l’ex Cottimi continuasse a essere un bersaglio facile per vandali e degrado. Sono felice di essere riuscito a chiudere questo capitolo a fine mandato». Soddisfazione anche dall’opposizione, con il consigliere della Lega Eugenio Plazzotta: «Era ora, finalmente».

 

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