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Cronaca

La rabbia dei parenti di Maria: «Dovevo ammazzarlo. Bisognava fermarlo»

Il grande monitor sulla sua scrivania della SeriSystem di Nichelino, dove Maria Montanaro lavorava da tre anni, è rimasto acceso. Lo screensaver continua a riproporre immagini con lo stesso soggetto: una spiaggia tropicale, sabbia bianchissima e palme sul mare. Era il suo sogno, forse la meta di una prossima vacanza.«Perché, perché non l’hanno fermato?» è la domanda che in molti si ponevano ieri, a Torino come a Rivolta d’Adda. Un marito, dei genitori, tutti gli amici: tutti inebetiti di fronte all’enormità di questa notizia che i telegiornali rimandano continuamente. E increduli di fronte al fatto che a fermare un assassino non sono bastate sette denunce per stalkinge neppure una caccia all’uomo durata quasi dieci ore. A Rivolta d’Adda, davanti alla Renault della povera Sonia, un parente si è lasciato andare senza freni: «Dovevo ammazzarlo io quel bastardo, qualcuno doveva farlo. Ma adesso?».L’articolo completo di Massimo Massenzio con le testimonianze di amici e parenti di Maria Montanaro su CronacaQui in edicola in Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta il 01/07/2010

 

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