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Sposato e con tre figli adolescenti, ha ricevuto lo sfratto esecutivo

IL DRAMMA. Dopo il lavoro, perde la casa. «Aiutatemi, sono disperato»

Ha perso il lavoro quando l’Ages di Santena ha chiuso. E lui, in servizio nella ditta che effettuava le pulizie interne allo stabilimento, ha cominciato a vedere la sua vita andare in declino. Sposato e con tre figli adolescenti, ora ha ricevuto il decreto esecutivo di sfratto dalla casa popolare che occupa. «A giorni aspetto l’arrivo dell’ufficiale giudiziario. Non so cosa fare e dove andare. Per me è un incubo».

Lui è Aniello Montella, 47 anni. Abita negli appartamenti Atc di via Castagnole 11 e i suoi guai iniziano nel 2013: «Abitavo in un’altra casa – racconta -, che poi è stata dichiarata inagibile e, assieme alla mia famiglia, sono stato trasferito in questo alloggio popolare. Con la chiusura dello stabilimento di Santena non ho più lavorato. Quello che sono riuscito a fare, in questi anni, è aderire a qualche cantiere di lavoro del Comune. Ma cosa vuole, con quei 200-300 euro che prendevo per pochi mesi non si può pagare tutto, anche perchè pure mia moglie non lavora».

La casa popolare gli era stata assegnata in via provvisoria. Per ottenere il rinnovo avrebbe dovuto mettersi in regola con le morosità accumulata negli anni. Ma non lavorando, è impossibile: «Ho provato a chiedere al Comune di darmi una mano racconta -, ma l’unica cosa che mi hanno detto è che per mia moglie e i miei figli c’è la possibilità di andare in una struttura, per avere un posto dove dormire. Io, invece, devo trovare un’altra sistemazione. Sono disperato».

Ora l’Atc replica così: «Il signore aveva un’assegnazione provvisoria che è scaduta. Gli era stato chiesto di mettersi in regola con i requisiti per il rinnovo, saldando la morosità accumulata o stipulando un piano di pagamento, ma non lo ha fatto. A decidere per il rinnovo delle assegnazioni provvisorie è la commissione regionale per l’assegnazione alloggi che, nella seduta del mese di marzo, non ha dunque ritenuto che il signore avesse i requisiti necessari per vedersela rinnovare ».

Si sono mossi nel frattempo anche alcuni esponenti politici del territorio. La più attiva è stata Patrizia Borgarello, candidata a Torino nella lista di Roberto Rosso: «Casi come quello del signor Montella sono il frutto di politiche che non tutelano i più deboli e chi ha sempre lavorato. Pagando le tasse e vivendo onestamente. Un qualsiasi ente pubblico non può cavarsela mandando nei dormitori chi è in difficoltà. La casa è un diritto. Forse per ottenere qualcosa bisogna essere profughi o rom. Loro ricevono tutele a 360 gradi, onesti lavoratori in difficoltà come Aniello Montella vengono abbandonati a loro stessi».

 

 

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