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Il Borghese

I vigili osé

Lo spettacolo comincia quando si accendono le luci. Sui vetri della caserma dei vigili compaiono figure di donne. Sono nude, provocanti, in un crescendo di cosce, seni e quanto altro occorre per far salire la pressione ai passanti. E l’ira giustificata delle signore che cercano, in quel di Venaria nota al mondo per la sua Reggia, di coprire gli occhi ai bambini. In altri tempi questa sarebbe diventata una favola da paese fino a quando una mano amica non avesse appallottolato i fogli delle riviste porno appiccicate ai vetri a mo’ di tendine per dare un po’ di privacy allo spogliatoio dei civich. Ma oggi, con i social a disposizione, lo scandalo è scoppiato urbi et orbi.

Facebook ha fatto da cassa di risonanza e la fotografia scattata da una signora indignata è finita ovunque, rimpallando da un computer all’altro, caricandosi di commenti non proprio amabili e ha finito per scatenare il finimondo. Persino il sindaco Roberto Falcone è sceso in campo, cospargendosi il capo di cenere a proposito del buon nome della città e annunciando un’indagine interna. Ma ormai la frittata era fatta ed è stato inutile far sparire quei fogli che di giorno apparivano bianchi alla vista ma che la sera, con l’effetto traditore della luce, lasciavano vedere le opere d’arte a cui le guardie municipali si ispiravano mentre infilavano i pantaloni della divisa, prima e dopo il servizio. Un effetto stimolante, non c’è che dire, magari utile per un ripasso serale, ma scarsamente professionale. E, se è lecito, di cattivo gusto. Loro, le guardie, si giustificano spiegando che, prima di aver inventato questi simpatici siparietti, erano costretti a mostrarsi in mutande, o anche peggio, mentre si cambiavano per indossare la divisa.

Peccato non abbiano scelto un calendario natalizio, piuttosto che un album con motivi floreali per il loro tazebao al posto di quel giornalaccio porno che farebbe impallidire persino le conigliette di Playboy. Resta da capire, ma sarà l’oggetto dell’indagine interna, chi sia il buontempone che ha messo a disposizione dei colleghi il suo calendario e poi si è divertito a farne un gigantesco manifesto. Meglio questo, dirà qualcuno, che lo scandalo di Sanremo dove i vigili si mettevano in mutande in ufficio, ma solo per timbrare il cartellino. Sarà, ma i civich, adesso, avranno il loro daffare a riconquistare il rispetto dei cittadini. Per inciso, è bene ricordarlo, i sorrisetti maliziosi non sono multabili. E non violano il codice della strada.

beppe.fossati@cronacaqui.it

 

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