img_big
News
I residenti scendono in strada contro l’occupazione

Le pulizie di primavera al Moi. «Riprendiamoci il quartiere»

L’ex Moi rimane una bomba ad orologeria pronta a scoppiare da un momento all’altro e i residenti non vogliono certo restare a guardare. L’ultima lamentela, riportata sulle nostre colonne, è quella degli studenti dell’Edisu, stufi di vivere in mezzo al caos e alla delinquenza. Così in segno di protesta contro il degrado della zona, domenica scorsa una delegazione di abitanti del quartiere ha occupato simbolicamente piazza Galimberti, organizzando una pulizia del giardino. Un’area verde situata proprio davanti a quel complesso di palazzine olimpiche che da tre anni fa parlare di sé a causa dell’alta concentrazioni di abusivi. «Ormai questa zona è diventata invivibile – spiega una signora, intenta a ripulire il prato -. È una situazione surreale, abbiamo raccolto e consegnato più di mille firme ma a parte ottenere questo presidio di polizia non si è risolto nulla».

Il rapporto tra le famiglie del Lingotto e gli africani del Moi non è mai stato idilliaco, ma negli ultimi tempi è diventato sicuramente teso. A causa dello spaccio, di alcuni insulti di troppo e di quella violenza, mai accettata, ai danni di una disabile.

«Riprendiamoci piazza Galimberti» è lo striscione affisso davanti all’area giochi, in segno di sfida al Comune. Alle promesse di sgombero e alle liste di censimento. Presenti all’iniziativa anche Matteo Rossino, portavoce del comitato “San Salvario-Bramante”, e Marco Racca, rappresentante regionale di CasaPound Italia. «Sono venuto qui con una delegazione di residenti in San Salvario per portare aiuto e solidarietà ai residenti di piazza Galimberti – racconta Rossino -. Perché anche la zona Lingotto è diventata un porto franco. E noi cercheremo di aiutare i residenti a cacciar egli abusivi dal quartiere ». Armati di palette, ramazze e sacchetti le vittime dell’ex Moi hanno ridato lustro ai giardini di piazza Galimberti. «Ma il nostro impegno – continua Anna, una delle partecipanti -, risulterà vano se anche l’amministrazione non farà, al più presto, la sua parte».

 

Condividi sui social:

Scopri inoltre...

banners
Precedente
Successivo
Precedente
Successivo