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Il Borghese

Corruzione da cappuccio e brioche

Beccato in flagrante con la busta in mano. Dentro 260 euro, cinque biglietti da 50 e uno da 10. Il risultato di uno scambio di favori che ha avuto come cornice la Città della Salute, ma che in realtà non è altro che l’affaruccio privato di un geometra con la passione per la politica e l’hobby della casa al mare. Nessuna tangente, nessun appalto pilotato. Ma la semplice restituzione dell’Iva per l’acquisto di materiali edili che, invece di essere acquistati dal nostro amabile funzionario, sono finiti in una fattura dell’azienda amica. All’apparenza un peccato veniale per il quale un provvedimento di arresto può apparire eccessivo, alla luce delle tante polemiche sull’e s e rcizio del diritto nel nostro Paese.

E invece questa bustarella da pochi euro è il segno di un malaffare diffuso, praticamente quotidiano, che chi sta in posizioni anche solo mediamente dominanti esercita nei confronti di fornitori acquiescenti. Uno stillicidio che alla fine si traduce in un fiume impetuoso di evasione fiscale, di mazzette e di concorrenza sleale. Già perché chi ha il portafoglio facile inquina un mercato che dovrebbe essere libero al punto da premiare solo chi offre qualità al giusto prezzo. È ovvio che la bustarella si appesantisce quando di mezzo ci sono grandi appalti oppure cospicue forniture, come accade ovviamente alla Città della Salute. Ma è il malcostume la morale della favola di questa operazione della Guardia di finanza che appare risibile per la cifra, ma significativa per il quadro che offre. Viviamo da sempre in un sistema che è uguale a Torino come a Napoli, quello incentrato sul favore reciproco. Io do una mano a te, tu dai una mano a me.

Ma la piccola ruberia crea un danno immenso proprio perché genera un percorso perverso e dà vita a un vero e proprio sistema occulto. Chi fa un favore poi torna a chiedere il conto, chi lo accetta diventa ricattabile. E se questo qualcuno ricopre un ruolo pubblico, il danno è di tutti. Problema che si è posto anche il legislatore che ha introdotto il nuovo reato di ” induzione indebita a dare o promettere utilità”. Qualcosa di diverso dalla corruzione classica, una misura per andare a scovare i furbastri della stretta di mano che magari si vendono persino per un cappuccino e una brioche.

beppe.fossati@ cronacaqui.it

 

 

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