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«E’ Dio che lo vuole». Abusa sessualmente del nipote ventenne

«Dio lo vuole, il Signore ha scelto me per questa missione. E accanto a me, devi esserci tu». Con queste parole riusciva a confondere e a convincere il giovane nipote, dopo aver pronunciato queste parole abusava sessualmente di lui. «È stato lo Spirito Santo a mettermi accanto a te. Tu devi venire con me, partecipare agli incontri del venerdì». Ma quegli incontri, puntualmente, si traducevano in rapporti sessuali clandestini, consumati in fretta lungo una stradina buia e isolata appena fuori un boschetto del basso Canavese. B.P., 68 anni, impiegato, assiduo frequentatore di chiese e appassionato lettore di testi religiosi, era finito in manette il 19 luglio di un anno fa dopo la denuncia presentata dalla vittima. Adesso rischia una severa condanna: ieri mattina, durante il processo celebrato con rito abbreviato, il pubblico ministero Alessandra Provazza ha chiesto nei suoi confronti una condanna a 6 anni e otto mesi di reclusione.L’articolo completo di Giovanni Falconieri su CronacaQui in edicola il 30 giugno in Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta

 

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