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Cronaca
L’ex candidato alle presidenziali: “autorità egiziane portano avanti pratica sparizioni e torture

Egitto, il leader nasseriano Sabahi: “Delusi dallo Stato sul caso Regeni”

Il leader nasseriano ed ex candidato alle presidenziali in Egitto, Hamedin Sabahi, ha espresso la propria delusione per la gestione da parte delle autorità del Cairo della vicenda relativa alla morte del ricercatore friulano Giulio Regeni, il cui corpo è stato ritrovato privo di vita, con evidenti segni di tortura, nei pressi di un cavalcavia della capitale egiziana, lo scorso 3 febbraio. Parlando al canale tv “al Cairo wa al Nas“, Sabahi ha affermato che “sono state uccise cinque persone sostenendo che fossero gli assassini di Regeni, quando invece sarebbe stato necessario aprire un’inchiesta sulla morte di questi giovani. Inoltre l’Egitto ha una società composita e tutti si chiedono il perchè il regime abbia rovinato i suoi rapporti con l’Italia”. Sabahi ha accusato le autorità egiziane di “portare avanti la pratica delle sparizioni e delle torture“. 

EGIZIANI LIBERIl: ITALIA NON SOSPENDERA’ RAPPORTI DIPLOMATICI
Il partito egiziano al Mesryoon al Ahrar (Egiziani liberi) ha escluso che l’Italia possa sospendere i rapporti diplomatici con Il Cairo in seguito alle vicende relative all’omicidio di Giulio Regeni. Lo riferisce il sito internet Aswat Masryia” riportando una dichiarazione di Essam Khalil, presidente del partito. La dichiarazione arriva dopo che una delegazione del partito fondato dal magnate Naguib Sawiris si è recata lunedì in Italia. “La visita – ha spiegato Khalil – aveva lo scopo di trovare una soluzione politica alla crisi”; nella capitale la delegazione, guidata da Sawiris, ha incontrato il presidente della commissione Affari esteri della Camera, Fabrizio Cicchitto. Nel corso dell’incontro è stata sottolineata la necessità di trovare una soluzione politica alla crisi vista l’amicizia e i rapporti economici tra i due paesi.

AL SISI PROMETTE DI FAR LUCE SUL MISTERO

Intanto, il presidente egiziano Abdel Fattah Al Sisi ha convocato per la giornata di oggi i rappresentanti della società civile per “discutere di questioni urgenti” e “rimuovere il mistero che avvolge il caso della morte del ricercatore italiano Giulio Regeni“, trovato cadavere al Cairo lo scorso 3 febbraio con evidenti segni di torture sul corpo. A riferirlo sono i media locali, tra cui il sito “Shouruk news“. L’incontro di al Sisi di oggi “non ha relazione con le sedute di dialogo pubblico con intellettuali voluto da tempo dalla presidenza, ma avviene per il desiderio del capo dello Stato di parlare di questioni urgenti”, spiega un noto giornalista egiziano Abdallah al Sennawi. In una nota emessa lunedì scorso, la Presidenza egiziana aveva annunciato la convocazione di rappresentati della società civile per un incontro “sugli sviluppi della situazione interna e estera” con il presidente al Sisi senza tuttavia precisare quali argomenti sarebbero stati trattati.

 

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