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Dopo l’uccisione del volpino Zanna gli amanti degli animali si mobilitano

Caccia al mostro dell’Arrivore. «Alla polizia lo portiamo noi»

Su una pagina Facebook si è arrivati addirittura alle mille condivisioni e alle proposte di giustizia fai da te. Tale è lo sgomento provato dopo la morte della cagnolina Zanna. L’immagine del volpino di 16 anni, ucciso a suon di calci da un ragazzo africano al parco dell’Arrivore, ha irritato non solo i residenti dei quartieri Barca e Regio Parco che con quel polmone verde confinano – ma tutti i torinesi che vogliono bene agli animali. Siano cani, gatti o conigli.

Così dopo lo sfogo del padrone, che ha visto morire il suo amato cane davanti agli occhi, in molti hanno dichiarato guerra all’ignoto killer. Descritto ieri su queste colonne grazie alla segnalazione di una donna e alle parole del padrone di Zanna: è un ragazzo di circa 28/30 anni, alto un metro e ottanta, carnagione olivastra, capelli corti e neri. Che al momento dell’assurda aggressione, avvenuta perché uno dei cani abbaiava troppo forte, indossava il pantalone di una tuta, di colore grigio, e una maglia rossa.

«Un volto già visto da queste parti – spiega una signora -, perché in quel parco, ormai, vediamo solo brutta gente » . Molte donne dichiarano di essere state importunate, verbalmente. Da soggetti molesti e ubriachi. E l’assassino di Zanna potrebbe essere anche uno di loro, un residente. «Lo prenderemo, prima o poi lo becchiamo – attacca un ragazzo sui social -. Perché questi personaggi tornano sempre sul luogo del delitto e prima o poi ne combinerà un’altra».

Ma a scuotere i cittadini è anche qualcos’altro. Quel parco donato dalla Città al Regio Parco è diventato un insieme di problemi, senza fine. Dai furti di rame ai cani randagi passando per i blitz negli orti. Fino alla mano assassina che ha tolto la vita di un cane. «Faremo sicuramente dei giri nel parco – spiegano alcuni ragazzi su una pagina Facebook dedicata agli animali scomparsi . Per vedere che aria tira e che persone lo frequentano. Tra rifiuti e atti vandalici siamo arrivati ad un punto di non ritorno. E soprattutto vogliamo trovare questo balordo». «Se lo individuiamo – minaccia Daniele -, non è detto che lo consegneremo alla polizia».

 

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