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Dagli spalti erano arrivati commenti omofobi verso i giovani calciatori

Insulti ai baby atleti in fucsia. Adesso indaga la Federcalcio

I campionati giovanili come quelli dei “grandi”, con tutto il corollario di stupidità e di insulti. E’ un fatto ormai certificato, considerando che la procura federale della Figc ha aperto un’indagine sui presunti insulti omofobi rivolti ai ragazzini della squadra del Settimo, scesi in campo con una maglietta fuscia.

I fatti risalgono allo scorso al 9 marzo, anche se la notizia sui giornali comparve alcuni giorni dopo, quando la dirigenza del Settimo Calcio denunciò l’accaduto sui social network. Precisando, però, di non avere alcuna intenzione di ricorrere ad atti ufficiali quali denunce o esposti alle forze dell’ordine.

La squadra categoria Giovanissimi Fascia B, ossia quattordicenni al massimo, era impegnata sul campo del Volpiano in una partita contro l’Alpignano per il torneo “Memorial Antonio Goia”. Alcuni giocatori volpianesi più grandi, categoria Juniores, dagli spalti pare avessero urlato insulti ai ragazzini che, per quella partita, sfoggiavano la maglia di riserva, di colore fucsia. Insulti che il guardalinee, dirigente del Settimo e padre di uno dei giovani atleti, aveva senti- to, mettendosi a discutere animatamente con gli altri. Insulti omofobi, stando al racconto comparso su Facebook.

Come detto, la denuncia non c’era stata e anche l’arbitro, nel suo referto di gara, non aveva menzionato l’episodio. Adesso, a distanza di oltre un mese, arriva l’indagine affidata agli ispettori piemontesi della Federcalcio, per la violazione dell’articolo 1 del codice di giustizia sportiva, quello sulla lealtà e il fair play, che impegna società, atleti, ufficiali di gara «all’osservanza delle norme e degli atti federali e devono comportarsi secondo i principi di lealtà, correttezza e probità in ogni rapporto comunque riferibile all’attività sportiva».

 

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