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Cronaca
Caccia ai conti offshore nei paradisi fiscali

Nell’affare Panama undici piemontesi. Sono due i torinesi

Politici e attori, personaggi sportivi e televisivi, imprenditori, armatori e industriali, ma anche semplici cittadini che con le presunte ricchezze occultate nel paradiso fiscale di Panama non sembrerebbero avere proprio nulla a che fare. È lunga la lista delle persone che avrebbero messo al sicuro il loro denaro nella cassaforte del piccolo Stato del centro-america. Almeno 800 gli italiani, e undici i piemontesi. Ma lo scandalo è appena scoppiato e l’elenco di nomi fin qui reso noto dal Consortium of Investigative Journalists rischia seriamente di allargarsi a macchia d’olio.

I nomi finiti all’improvviso sotto i riflettori sono quelli contenuti nell’archivio informatico dello studio legale Mossack Fonseca, la società centro-americana che si occupa di creare e gestire per conto dei suoi clienti numerose realtà in “paradisi fiscali”. Un bel giorno, però, un dipendente dello studio legale panamense avrebbe consegnato al giornale tedesco Süddeutsche Zeitung la lista con i nomi e i cognomi degli evasori fiscali. La Süddeutsche Zeitung avrebbe quindi condiviso quei documenti con il consorzio di giornalismo investigativo, e quest’ultimo avrebbe infine pubblicato la lista sul proprio sito: icij.org/.

Su quel sito, nel frattempo, sono comparsi i nomi degli undici piemontesi, due dei quali risulterebbero residenti a Torino. Ma uno di loro, in realtà, sarebbe deceduto negli anni Sessanta: si tratta di Elda Conz, anche se il suo indirizzo è tuttora in corso Moncalieri.

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