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Sit-in sotto Palazzo Civico per chiedere una modifica dei regolamenti

«Fermate chi fa l’elemosina sfruttando i poveri animali»

I cuccioli arrivano dai paesi dell’Est, passano le frontiere con un libretto falso e con un’età anagrafica differente da quella reale. Una volta arrivati in Italia finiscono nelle mani degli zingari dei campi nomadi, diretti ad una vita di sfruttamento e maltrattamenti. Come gli husky arrivati dalla Romania o l’ultimo cagnolino recuperato a Porta Nuova la scorsa settimana.

Violenze, quelle sui cani, raccontate più volte su queste pagine. E denunciate ieri pomeriggio in piazza Palazzo di Città con un sit-in di protesta. Così durante il consiglio comunale, esponenti delle associazioni animaliste, gattare e guardie zoofile sono scesi in piazza per chiedere all’amministrazione di fare qualcosa in più e di fermare l’accattonaggio lungo le vie del centro dove orde di disperati si portano sempre appresso un discreto numero di animali. Non solo cani. Spesso le vittime sono conigli, cavie, furetti, gatti e cincillà.

«Da mesi abbiamo presentato una proposta di delibera per modificare il regolamento animali – spiegano i consiglieri di Fdi Marrone, Montaruli e Alessi -, proibendo lo sfruttamento degli stessi ad uso di elemosina, distinguendo invece i casi degli animali di compagnia tenuti dai clochard: c’è un vuoto regolamentare che impedisce un serio intervento». Per questo è facile vedere nelle strade accattoni chiedere denaro tenendo al freddo anche animali esotici. « La nostra proposta è impantanata nell’attesa dei pareri tecnici degli uffici delle divisioni ambiente e polizia municipale» denunciano i consiglieri. «Non ci mettono nemmeno nelle condizioni di effettuare i sequestri degli animali maltrattati – è l’accusa di Daniele Galietti, responsabile guardie zoofile di Agriambiente -. Ad esempio non autorizzandoci l’ingresso nella Ztl o rifiutando dalle strutture comunali gli animali diversi da cani e gatti».

Philippe Versienti

 

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