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Nuovi inquietanti retroscena sul caso Rosboch

Tre delitti, una pistola. Usata contro Gloria, Pilla e l’ex panettiere

«La pistola non è stata trovata. Continuiamo a cercarla». E’ lapidario, ma deciso il procuratore capo di Ivrea: non s’arrende. Quell’arma che Gabriele Defilippi avrebbe mostrato a Gloria Rosboch per intimorirla, che avrebbe, per lo stesso motivo, puntato alla tempia del fratellino, per poi consegnarla al suo complice Roberto Obert perché la nascondesse, resta (pur non essendo l’arma usata per uccidere la professoressa di Castellamonte) uno punto oscuro del delitto.

CASI PILLA E POMATTO

Gli inquirenti, infatti, ritengono essenziale ritrovarla perché «la sua storia potrebbe far luce su altri fatti criminali accaduti in provincia di Torino negli ultimi anni». Gli investigatori non pensano solo al delitto di Pierpaolo Pomatto, avvenuto a Rivarolo Canavese appena cinque giorni dopo l’assassi nio dell’insegnante di francese, ma anche ad un giallo insoluto avvenuto quasi cinque anni fa, il 2 agosto 2011, a Rivalba, sulla collina di Gassino. C’è infatti un lungo filo sottile che lega la vicenda Rosboch con l’omicidio di Paolo Pilla, il grafico pubblicitario trovato semisepolto nel parco della villa che aveva acquistato all’asta. Il professionista fu ucciso con quattro colpi di pistola di piccolo calibro esplosi alla nuca (ammazzato come l’ex panettiere di Feletto).

OPERAZIONE “BIG BANG”

Ci sono due nomi che compaiono nelle carte giudiziarie che potrebbero congiungere i due eventi e collegarli in maniera tale da far luce sul contesto criminale nel quale entrambi gli omicidi sono maturati. I nomi sono riportati nell’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip non più tardi di due mesi fa nell’ambito dell’inchiesta “Big Bang”. Un’operazione contro la criminalità organizzata condotta dai carabinieri di Torino.

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